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Trento
06 ottobre | 12:13

Aumentano i reati contro i minori, +19% in Trentino-Alto Adige nel 2022

I crimini più diffusi sono maltrattamenti contro familiari e conviventi, violazione degli obblighi di assistenza familiare e violenza sessuale. I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della direzione centrale polizia criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes

Aumentano i reati contro i minori, +19% in Trentino-Alto Adige nel 2022
di Redazione

TRENTO. I reati contro i minori in Italia e anche in Trentino-Alto Adige continuano ad aumentare. Se a livello nazionale nel 2022 sono stati 6.857, con una crescita del 10%, in regione lo scorso anno i casi sono passati da 163 a 194, con un aumento del 19%.

 

I crimini più diffusi sono i maltrattamenti contro familiari e conviventi (che hanno fatto segnare un +11%), seguiti da violazione degli obblighi di assistenza familiare (+33%), violenza sessuale aggravata (+29%) e violenza sessuale (+25%).

 

I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della direzione centrale polizia criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes nel Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, in occasione della Giornata mondiale delle bambine, che si celebra l'11 ottobre.

 

 

In Italia il trend dei reati contro i minori è in crescita. Dal 2012 (anno in cui si sono registrati 5.103 reati) al 2022 i crimini a danni di bambini e ragazzi minori di 18 anni, sono aumentati del 34%. Il peggioramento maggiore riguarda le violenze sessuali, cresciute del 27% in un anno: da 714 nel 2021 sono passate a 906 lo scorso anno, per l’89% ai danni di bambine e ragazze. 

 

In particolare nei reati a sfondo sessuale, le vittime sono soprattutto bambine e ragazze. Secondo i dati del Servizio analisi criminale, le ragazze e donne sono oltre l’82% delle vittime di maltrattamenti contro familiari e conviventi e oltre il 92% di violenze sessuali[1].

 

A livello globale, secondo l’Organizzazione mondiale per la sanità una donna su tre tra i 15 e i 49 anni ha subito almeno una volta nella vita violenza fisica o sessuale da parte di un uomo: si tratta di 736 milioni di donne e ragazze.

 

 

"I dati relativi al 2022 sono elevati, e alla preoccupazione per la crescita tendenziale degli indicatori, abbastanza costante negli ultimi anni, va aggiunto l’allarme per le possibili e gravi conseguenze che derivano da tale forma di violenza; le giovanissime vittime rischiano di diventare adulti che porteranno per sempre nella loro anima orribili e, spesso, invisibili cicatrici -  ha dichiarato nel rapporto di Terre des Hommes Stefano Delfini, direttore del Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza. - Per affrontare questo fenomeno è necessario un esame accurato e un approccio complessivo, che prendano le mosse da un’effettiva conoscenza del fenomeno, nelle sue dimensioni e nelle sue tendenze evolutive. In particolare, è fondamentale riservare la massima attenzione alle violenze e agli abusi sui minori online non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche nell’attività di supporto alle vittime e nella predisposizione di campagne informative mirate a rimuovere quegli ostacoli socioculturali per debellare il fenomeno nel prossimo futuro”.

 

“Alla luce del nuovo, tristissimo, record nei dati e degli aumenti di violenza sessuale e sessuale aggravata, vicende come lo stupro di Palermo appaiono come una cartina di tornasole della cultura patriarcale, maschilista, prevaricatrice e violenta che riduce il corpo di una donna a un “pezzo di carne”, in violenze nate per essere mostrate e che sembrano volere imprimere il sigillo del potere maschile, individuale e di gruppo - ha dichiarato Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes. Se vogliamo invertire la rotta - ha aggiunto - dobbiamo costruire una risposta organica, sistemica, diffusa. Qualcosa in termini legislativi si è fatto, con l’introduzione del Codice Rosso, ma manca un piano di intervento di lungo periodo sulla parità di genere a scuola. Manca la volontà di introdurre materie come l’educazione sessuale e all’affettività, all’uso “etico” dei media digitali. I ragazzi dovranno mettersi in gioco più di tutti: se la violenza di genere riguarda tutti e tutte, il violento è sempre o quasi sempre maschio".

 

 

 

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