Bambina ricoverata per l'infezione da Escherichia coli, dopo l’intervento dei Nas in malga i sospetti sull’acqua contaminata
Dopo le analisi nell’acqua utilizzata dalla malga sarebbero state individuate concentrazioni sopra i limiti di Escherichia coli, nel frattempo la bambina a cui è stata diagnosticata una sindrome emolitico-uremica rimane ricoverata in ospedale

TRENTO. Mentre la bambina che nei giorni scorsi ha contratto la sindrome emolitico-uremica causata dal batterio Escherichia coli rimane ricoverata all’ospedale Santa Chiara di Trento, proseguono le indagini per capire cosa abbia fatto ammalare la piccola.
Il sospetto è che la bambina sia entrata in contatto con del formaggio fresco prodotto in una malga che si trova nell’ex comune di Coredo. Questa però è ancora un’ipotesi. Infatti dopo le perquisizioni dei carabinieri del Nas, che hanno sequestrato 450 tome di formaggio e del burro, l’attenzione si è spostata sull’acqua utilizzata dalla malga.
Dopo le analisi nell’acqua sarebbero state individuate concentrazioni sopra i limiti di Escherichia coli. In via precauzionale la sindaca del Comune di Predaia, Giuliana Cova, aveva già firmato un’ordinanza urgente per vietare l’utilizzo della sorgente.
Dal canto suo, dopo il ricovero della bambina, l’Azienda sanitaria spiegava: “È verosimile che all’origine vi sia una correlazione con il consumo di alimenti, in particolare formaggi, prodotti in una malga situata sul territorio dell’ex Comune di Coredo”. Nel frattempo i gestori della malga stanno offrendo alle autorità la massima collaborazione per risolvere al più presto la situazione.













