Bimba grave dopo l'infezione da Escherichia coli, giallo sul contagio. Il batterio in due forme di formaggio 'in lavorazione'. La difesa: "Non in vendita e non è stato servito"
Le analisi arrivate dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie non chiariscono come possa essere avvenuto il contagio. Proseguono le indagini dei carabinieri e si attende la relazione dell'Istituto Superiore di sanità. La vicenda avvenuta ad inizio estate, la bimba di appena due anni e mezzo rimane ancora grave

TRENTO. Rimangono ancora gravi le condizioni della bimba trentina di appena due anni e mezzo che sta lottando da mesi contro la sindrome emolitico-uremica causata dal batterio Escherichia coli. Stiamo parlando della vicenda nata nell'estate di quest'anno e comunicata dall'Azienda sanitaria (QUI L'ARTICOLO).
In una nota era stato spiegato che : “È verosimile che all’origine vi sia una correlazione con il consumo di alimenti, in particolare formaggi, prodotti in una malga situata sul territorio dell’ex Comune di Coredo”.
Successivamente ad intervenire in malga era stato anche il personale del Nas con un sopralluogo e il prelievo di alcuni campioni da analizzare per capire quale possa essere stato l'origine della tossina che ha causato la malattia.
Nelle scorse ore sono stati diffusi i risultati delle analisi dei prelievi fatti. Sarebbero due le forme di formaggio trovate positive a questa tossina.
C'è, però, un aspetto che non può essere tralasciato: stiamo parlando di due forme di formaggio prodotte il 17 giugno e il 24 giugno (il giorno prima dell'arrivo in malga da parte della famiglia) e la data è fondamentale perché queste due forme si trovavano ancora in fase di lavorazione. “E' sicuro che quei formaggi non sono finiti sul tavolo di nessuno dei clienti della malga. Non potevano essere commercializzati perché erano ancora in fase di lavorazione” ha precisato il legale del titolare della malga Andrea De Bertolini.
LE INDAGINI E I RISULTATI DELLE ANALISI
La vicenda va avanti da ormai diversi mesi ed è molto delicata. Al momento, però, non possono essere attribuite responsabilità visto che le indagini non sono terminate e si sta anche attendendo la relazione dell'Istituto Superiore della Sanità che potrebbe chiarire definitivamente quello che è successo.
Le verifiche condotte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma sono partite immediatamente dopo il malore e il ricovero della piccola e dopo le testimonianze raccolte che hanno permesso di ricostruire quello che è successo.
“Da parte dei Nas – spiega l'avvocato De Bertolini – sono stati effettuati dei prelievi che riguardano per la gran parte formaggio prodotto negli anni 2021, 2022 e 2023. Ma ci sono poi anche altre analisi che riguardano lo speck, le feci dei bovini e dei prelievi ambientali”.
Nella ricostruzione della vicenda rimane però un nodo importante. “Al momento non c'è la possibilità di affermare con certezza che la bambina abbia mangiato del formaggio” spiega la difesa del titolare della malga. “In un primo momento la madre – viene spiegato – aveva affermato che la figlia non aveva mangiato del formaggio. Poi, però, avrebbe detto di non esserne sicura”. C'è quindi da considerare questa incertezza a monte sull'aver mangiato il formaggio o meno.
Le analisi sui prelievi fatti dai carabinieri del Nas sono state svolge dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. I risultati mostrano come i formaggi prodotti nel 2021 e 2022, stagionati e quindi adatti alla vendita, non hanno dato riscontro positivo alla tossina che ha causato la malattia. Con riferimento ai formaggi del 2023, come già ribadito, valori positivi sarebbero stati riscontrati nei formaggi prodotti il 17 e 24 giugno che però non erano in vendita e quindi non possono essere stati consumati dalla bambina, come evidenzia la difesa.
Le analisi sui prodotti non sembrano quindi aver portato ad identificare in modo chiaro l'origine del contagio a cui è andata incontro la piccola di appena due anni e mezzo. I carabinieri stanno quindi proseguendo le verifiche per cercare di arrivare ad un punto di chiarimento. Fondamentale, come già detto, sarà la relazione che arriverà dall'Iss.
“Queste sono le uniche informazioni di cui al momento disponiamo e che abbiamo messo a disposizione. Occorre considerare tutti gli elementi perché si continua ad ingenerare un meccanismo di condanna anticipata che mi pare ad oggi non si possa affermare nemmeno con una raginevole certezza” ha chiarito De Bertolini.


















