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Trento
28 luglio | 06:01

Escherichia coli nell'acqua, area sequestrata in una malga. L'anno scorso una bimba era finita in gravi condizioni all'ospedale dopo aver mangiato formaggio contaminato

L'anno scorso una bimba di pochi anni aveva mangiato un formaggio contaminato finendo all'ospedale in gravissime condizioni. Sono in corso le indagini della Procura con ipotesi di reato molto pesanti. A un anno di distanza i Nas sono nuovamente intervenuti per sequestrare, in via preventiva, l'area e le condutture in attesa di ulteriori approfondimenti

TRENTO. Area sequestrata, comprese le condutture, dopo che l'acqua è risultata contaminata dall'Escherichia coli in val di Non. I "sigilli" sono stati apposti dai Nas mentre sono in corso le indagini della Procura. Questo un ulteriore sviluppo del caso relativo al drammatico caso di una bambina di pochi anni che l'anno scorso era stata ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale a causa della Seu.

 

La vicenda risale a quasi un anno fa, una bambina si era sentita male dopo aver mangiato un formaggio in una malga a Coredo. Da lì la corsa all'ospedale e trasferimento a Padova con il ricovero nel reparto di terapia intensiva pediatrica per la diagnosi di sindrome emolitico-uremica, malattia acuta rara che rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta nell'età pediatrica (Qui articolo).

 

La sindrome emolitico-uremica è causata dal batterio Escherichia coli. Si trasmette, aveva spiegato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, principalmente per via alimentare con il consumo di cibi contaminati. Sintomi iniziali dell’infezione possono essere diarrea, vomito, intenso dolore addominale, sonnolenza, anuria e astenia.

 

Già l'anno scorso il personale del Nas aveva effettuato un sopralluogo per analizzare il formaggio e una fonte d'acqua a servizio della struttura mentre la sindaca di Predaia, Giuliana Cova, aveva firmato un'ordinanza urgente per vietare l'utilizzo della sorgente "Presa Malga" per il rischio che la risorsa idrica non fosse conforme ai requisiti. 

 

A tutela della salute pubblica il Dipartimento di prevenzione dell'Apss aveva inoltre specificato di non consumare gli alimenti antecedenti una determinata data. Le autorità avevano inoltre ricordato che i prodotti a base di latte crudo non devono essere somministrati ai bambini sotto i 5 anni e alle persone anziane.

 

Contestualmente il formaggio e altri alimenti erano stati inviati per gli esami del caso all'Istituto zooprofilattico delle Venezie mentre erano state effettuate le analisi idriche e delle strutture. A 12 mesi di distanza i Nas sono nuovamente intervenuti per prelevare 11 campioni di acqua e l'area è stata preventivamente sequestrata in attesa degli accertamenti.

 

Un intervento, disposto in via precauzionale a tutela della sicurezza pubblica con ordinanza della sindaca di Predaia, in quanto non è stato ritenuto sufficiente il cartello "acqua non controllata". Questo non incide sulle eventuali responsabilità per quanto riguarda la produzione del formaggio ma si tratta di una procedura necessaria per fare piena luce sulle eventuali mancanze nei controlli e nelle verifiche, anche a livello delle infrastrutture.

 

Sono, infatti, ancora in corso le indagini della Procura di Trento che fin da subito aveva aperto una inchiesta. L'ipotesi di reato è quella di lesioni colpose gravi e violazione della legge relativa alla preparazione e somministrazione di alimenti, ma anche per reati omissivi relativi a gestione acquedotto per garantire salubrità dell'acqua.

 

Una vicenda che ricorda, purtroppo, quella del bimbo in stato vegetativo da 7 anni per aver mangiato un formaggio a latte crudo, risultato contaminato da Escherichia coli. Negli scorsi giorni la sentenza in appello ha confermato quella di primo grado con un milione di euro di risarcimento di provvisionale nei confronti dell'ex presidente del caseificio sociale di Coredo e del casaro (Qui articolo).

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