Bambina trentina ricoverata per l'infezione da Escherichia coli, il formaggio in malga era contaminato
Le analisi portate avanti dall'Istituto superiore di sanità hanno permesso di rilevare lo stesso ceppo di escherichia coli sui campioni di formaggio e in quelli biologici prelevati della bambina. La piccola si trova ancora ricoverata all'ospedale di Padova

TRENTO. Il formaggio era contaminato. Questa la fonte del caso Seu, sindrome emolitico – uremica che ha colpito una bambina trentina di pochi anni alla malga di Coredo.
La piccola si trova ancora ricoverata in ospedale. Nelle scorse ore, però, sulle cause che hanno portato la piccola a stare male si sono fatti passi in avanti. Le analisi che sono state fatte dall'Istituto Superiore di Sanità su campioni di formaggio prelevati in malga, comparati con i campioni biologici della piccola, avrebbero rilevato lo stesso ceppo di Escherichia coli.
Gli esami, quindi, confermerebbero quello che inizialmente si era pensato e cioè che la “colpa” sarebbe del formaggio. Le indagini, ovviamente, non sono finite. Proseguiranno con l'analisi di altri campioni.
La piccola è stata ricoverata nei primi giorni di luglio (QUI L'ARTICOLO). Qualche giorno prima, assieme ai genitori, aveva fatto visita alla malga e poi si era sentita male. I medici le hanno diagnosticato una sindrome emolitico-uremica causata dal batterio Escherichia coli.
L'intervento immediato dei Nas hanno portato subito al sequestrato 450 tome di formaggio e del burro e l’attenzione si era spostata anche sull’acqua utilizzata dalla malga (QUI L'ARTICOLO). In via precauzionale la sindaca del Comune di Predaia, Giuliana Cova, aveva firmato un’ordinanza urgente per vietare l’utilizzo della sorgente. Successivamente, le indagini hanno però 'scagionato' la fonte.
La piccola si trova ancora ricoverata in ospedale. Sulla vicenda stanno proseguendo le indagini come disposto dalla Procura.













