Bambina in rianimazione per l'infezione da Escherichia coli, esclusa la contaminazione della sorgente d'acqua che serve la malga. La sindaca: "Dalle analisi nessuna correlazione"
I risultati sono stati comunicati dall'Azienda sanitaria alla sindaca di Predaia, Giuliana Covi. Si attendono ora ulteriori verifiche per cercare di capire quali sia stata la causa dell'infezione

PREDAIA. “L'Azienda sanitaria mi ha contatta per comunicarmi i risultati delle analisi fatte sulla sorgente della Malga di Coredo e per spiegarmi che non è stata trovata alcuna correlazione con quello che è successo alla bambina”. Queste le parole rilasciate a il Dolomiti dalla sindaca di Predaia Giuliana Covi.
La vicenda è quella che riguarda una bambina di pochi anni che è stata colpita da un'infezione da Escherichia coli ed è stata ricoverata poi in gravi condizioni all'ospedale. “È verosimile che all’origine vi sia una correlazione con il consumo di alimenti, in particolare formaggi, prodotti in una malga situata sul territorio dell’ex Comune di Coredo” aveva spiegato in una nota l'Azienda sanitaria.
A seguito di questo episodio era intervenuto anche il personale del Nas con un sopralluogo nella malga per analizzare il formaggio presente e anche una fonte d'acqua che serve la struttura. La Giuliana Cova, aveva immediatamente firmato un'ordinanza urgente con la quale vietava l'utilizzo della sorgente “Presa Malga”. L'acqua, infatti, sarebbe potuta essere non essere conforme ai requisiti richiesti (QUI L'ARTICOLO).
Oggi però le analisi effettuate sulla sorgente sembrano “scagionare” l'acqua escludendo che possa essere stata l'origine dell'infezione che ha colpito la piccola.
Occorrerà ora attende l'esito di ulteriori verifiche portate avanti dai Nas e dall'azienda sanitaria che potranno chiarire quali siano state le cause dell'infezione.














