Bypass, sgomberato il presidio Notav: faccia a faccia tra manifestanti e forze dell’ordine
Nel mirino dei manifestanti Notav è finito l’assessore del Comune di Trento alla mobilità e alla transizione ecologica, Ezio Facchin: “L’assessore lo aveva annunciato sui giornali: basta proteste sulla circonvallazione, così sono arrivati puntuali i blindati della polizia per iniziare lo sgombero del presidio delle Fornaci”

TRENTO. Ieri, 9 luglio, i primi agenti di polizia si sono presentati di buon’ora in via Brennero a Trento con l’obiettivo di sgomberare il presidio Notav organizzato contro i cantieri del bypass ferroviario.
La via è stata chiusa praticamente tutto il giorno, gli attivisti infatti si sono opposti allo sgombero. In particolare due persone hanno deciso di arrampicarsi sugli alberi della zona dove era stata costruita una sorta di casetta, per complicare le operazioni.
In zona sono intervenuti anche i carabinieri in tenuta antisommossa. Tuttavia, fin da subito, in zona si è radunata una piccola folla composta da attivisti Notav ma anche da semplici cittadini che hanno voluto in questo modo manifestare il loro dissenso nei confronti della grande opera.

Nel mirino dei manifestanti è finito l’assessore del Comune di Trento alla mobilità e alla transizione ecologica, Ezio Facchin: “L’assessore lo aveva annunciato sui giornali: basta proteste sulla circonvallazione, così sono arrivati puntuali i blindati della polizia per iniziare lo sgombero del presidio delle Fornaci”.
Successivamente i due manifestanti che erano rimasti sugli alberi sono scesi, “scortati” dagli altri attivisti affinché non fossero condotti in Questura. Nel frattempo però la zona di via Brennero è stata “fortificata” con il posizionamento di pesanti barriere in cemento che serviranno a delimitare l’area del cantiere.
L’obiettivo, oltre a impedire nuove manifestazioni, è anche quello di proteggere trivelle e mezzi che serviranno per la realizzazione del bypass ferroviario.


















