Cade per una ventina di metri e riporta vari traumi alle gambe. Tre salvataggi per il Soccorso alpino
"Diversi interventi possono essere evitati se si pianifica con cura l’itinerario. Attenzione, precauzione e buon senso da parte di tutti permettono di attivare il complesso sistema del soccorso solo quando veramente necessario”, ricordano i tecnici

SONDRIO. Ore intense per la VII Delegazione Valtellina Valchiavenna del Soccorso alpino. I tecnici sono infatti dovuti intervenire tre volte nel giro di poche ore per tre diversi escursionisti finiti in difficoltà.
La prima operazione si è svolta nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio per recuperare una ragazza che aveva perso il senso dell’orientamento. Era partita nel tardo pomeriggio per salire in solitaria al bivacco Gusmeroli, nella zona dell’Alpe Torrenzuolo, dove avrebbe dovuto pernottare. Nel corso della camminata l’escursionista ha perso l’orientamento, si è trovata in difficoltà e ha deciso quindi di chiamare aiuto. Una decina di soccorritori, tra Cnsas e vigili del fuoco, l’ha localizzata in breve tempo e l’ha accompagnata a valle.
Il secondo intervento riguarda un escursionista 60enne infortunatosi sull’Alpe di Gromo. Mentre attraversava un bosco molto impervio l’uomo è caduto per una ventina di metri, riportando diversi traumi alle gambe. Nonostante le sue ferite è riuscito a chiedere aiuto. Tempestiva la risposta dei soccorsi, che si sono portati sul posto con l’elisoccorso di Brescia di Areu - Agenzia regionale emergenza urgenza. L’uomo è stato recuperato e portato in ospedale.
Altro allertamento alle 13:00 a Lanzada, per un uomo che aveva un problema alla caviglia. Si trovava sopra il rifugio Carate Brianza, nella zona della Bocchetta delle Forbici, a circa 2800 metri di quota. Sono state attivate le squadre territoriali, partite per raggiungere l’infortunato a piedi. Nel frattempo si è liberato l’elisoccorso di Como di Areu, che ha concluso portando la persona in ospedale.
“Diversi interventi possono essere evitati se si pianifica con cura l’itinerario – ricorda il Soccorso alpino -. Qualora si decida di pernottare fuori, è necessario avere abbigliamento e attrezzatura adeguati e almeno una lampada frontale per muoversi al buio. Inoltre, c’è da considerare che a volte, anche per interventi non gravi, il numero di soccorritori impegnati e le ore necessarie per concludere le operazioni possono essere davvero considerevoli. Attenzione, precauzione e buon senso da parte di tutti permettono di attivare il complesso sistema del soccorso solo quando veramente necessario”.


















