Crollo della qualità dell'aria nel weekend dell'Immacolata tra file di automobili e parcheggi strapieni, Legambiente: "Serve ripensare la mobilità"
Il grande afflusso di turisti durante il Ponte dell'Immacolata ha avuto ripercussioni sui dati dell'inquinamento atmosferico. Pugliese (Legambiente): "Anche se i valori di biossido di azoto e polveri sottili sono nella norma, non significa che l'aria sia pulita e che non ci siamo effetti sulla salute. Serve realizzare delle zone a zero emissioni, promuovere un piano di riqualificazione energetica dell'edilizia pubblica e privata, potenziare il trasporto pubblico"

TRENTO. Lunghe file di automobili in autostrada, treni strapieni e viaggiatori lasciati a terra, parcheggi strapieni in ogni angolo della città. “Il ponte dell'Immacolata a Trento ha mostrato cosa non fare” in termini di modalità. A dirlo a Andrea Pugliese, presidente del circolo di Trento di Legambiente.
“Questo grande afflusso di turisti – aggiunge, - se piace a commercianti e ristoratori, ha avuto, tuttavia, un lato negativo dal punto di vista ambientale. Emerge anche nei dati dell'inquinamento atmosferico: al contrario degli altri fine settimana, sabato 9 e domenica 10 dicembre i valori delle polveri sottili sono rimasti a livelli superiori alla prima soglia di qualità”.
Sul fronte della qualità dell'aria, a Trento si sono registrati 47 giorni consecutivi in cui il massimo della media oraria della concentrazione di biossido di aziono nella stazione di via Bolzano a Trento supera i 40 microgrammi al metro cubo, che è il valore limite previsto dall’attuale normativa per la media annuale. L’ultimo giorno sotto tale limite è stato mercoledì 1 novembre. Nella stazione al Parco Santa Chiara, invece, i giorni consecutivi sopra tale limite sono 43, l’ultimo sotto soglia è stata domenica 5 novembre. Nella giornata di ieri (lunedì 18 dicembre) il livello ha superato i 100 microgrammi al metro cubo, il livello a cui la qualità dell’aria scende da “discreta” a “moderata”, secondo la terminologia dell’Unione Europea.
“Anche se la situazione non viola le legge, perché presumibilmente la media annuale sarà al di sotto del limite, - spiega Pugliese - ciò non vuol dire che non ci siano effetti sulla salute dell’attuale inquinamento, considerando che la proposta dell’autunno 2022 di nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria prevede che dal 1 gennaio 2030 la media annua debba essere sotto i 20 microgrammi al metro cubo e il valore indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità per evitare danni alla salute è di 10 microgrammi al metro cubo”.
La situazione è lievemente migliore per quanto riguarda le polveri sottili, in quanto in nessun giorno degli ultimi due mesi è stato superato il limite di 50 microgrammi al metro cubo, che per legge può essere superato per un massimo di 35 giorni all’anno. “Però, se i valori vengono confrontati con i 15 microgrammi al metro cubo indicati dall’Oms, la situazione è meno rassicurante” aggiunge Pugliese.
Secondo Legambiente, per diminuire gli inquinanti e migliorare la qualità dell'aria e, quindi, anche prevenire danni alla salute, serve realizzare delle zone a zero emissioni, promuovere un piano di riqualificazione energetica dell'edilizia pubblica e privata, favorendo il passaggio da caldaie e combustioni a sistemi più efficienti alimentati da fonti rinnovabili, promuovere abbonamenti integrati al trasporto pubblico, ridisegnare lo spazio pubblico urbano a misura d’uomo e prevedere una mobilità solo elettrica in città, a partire dal trasporto merci, in tempi definiti.
Tra i responsabili delle emissioni di ossidi di azoto nell'aria c'è l'Autostrada del Brennero. “ Il progetto BrennerLEC, a cui Legambiente nel 2021 ha attribuito la Bandiera Verde della Carovana delle Alpi, ha mostrato che, con la riduzione della velocità massima a 100 chilometri all'ora ed un sistema di controllo, si avrebbe una riduzione del 25% delle emissioni di ossidi di azoto (e del 10% di CO2). Si tratterebbe di un intervento relativamente semplice e a basso costo per ridurre l’inquinamento atmosferico, ma proibito dall’attuale codice della strada, che non permette di imporre limiti di velocità per motivi ambientali” spiega Pugliese.
Per Legambiente è centrale anche promuovere fra i turisti l'utilizzo dei mezzi pubblici. “Servirebbe concordare con gli operatori ferroviari un rafforzamento dell’offerta dei treni per i giorni di massimo afflusso, come il ponte dell'Immacolata. Per i turisti che arrivano comunque in auto, sarebbe opportuno organizzare parcheggi ai margini della città (magari sfruttando provvisoriamente anche lo spazio che è stato adibito alla Music Arena) e navette efficienti verso la città, invece che prevedere parcheggi in ogni angolo” conclude Pugliese.


















