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Dagli atti vandalici al degrado, "dopo oltre 2 anni la situazione di Malga Somator non è cambiata". Moiola: "È una vergogna abbandonare un bene di pregio come quello"

Meta di piacevoli escursioni adatte anche a famiglie, da un paio d'anni a questa parte Malga Somator è diventata una spiacevole e indecorosa insegna della trascuratezza. Il consigliere Cristiano Moiola: "'L'amministrazione Barozzi' si prenda finalmente la briga di esporsi pubblicamente"

Di Sara De Pascale - 07 febbraio 2023 - 18:57

MORI. Quella di Malga Somator pare essere divenuta la 'storia infinita'. Un triste racconto che molti si augurano possa avere lieto fine. Chiusa da oltre due anni, la struttura, punto di riferimento per la comunità di Mori e per i turisti è abbandonata a se stessa e versa in uno stato di degrado "che di giorno in giorno pare aggravarsi", come premette a Il Dolomiti il consigliere comunale Cristiano Moiola

 

Desolazione e devastazione è quella a cui ci si trova di fronte giunti a Malga Somator, località un tempo viva e valorizzata, ora abbandonata alla rovina non solo, purtroppo, del tempo e dell'incuria ma anche di quella operata da vandali. Meta di piacevoli escursioni adatte anche a famiglie, è ora diventata una spiacevole e indecorosa insegna della trascuratezza.

 

Le problematiche nella struttura erano iniziate già nel 2013: "L'ormai ex gestore Denis Bertolini e la moglie Pamela Mazzucato – ricorda il consigliere – avevano sottolineato fin da subito alcune carenze strutturali, in particolare per quanto riguardava l'impianto elettrico dell'edificio, ma il Comune non era mai intervenuto per i lavori di sistemazione". A novembre 2020, i gestori avevano infine deciso di riconsegnare le chiavi di una struttura rimasta chiusa da allora.

 

"Non è normale che nessuno abbia pensato di occuparsi di un bene che ha valore non soltanto paesaggistico ma anche storico e culturale - spiega Moiola -. L'amministrazione ha volutamente abbandonato la struttura, dimenticandosi di valorizzarla o quantomeno di conservarla, tanto che, soltanto per fare un esempio, le finestre non sono mai state chiuse, lasciando libero il passaggio ad animali e agenti atmosferici".

 

"Nella zona della cucina sono crollati i controsoffitti da tempo - prosegue -. La porta per l'accesso ai bagni è stata scardinata e davanti all'edificio campeggiano ormai soltanto travi in legno rotte e spazzatura".

 

Lo aveva anticipato già un anno fa (nel 2022), il consigliere, che negli scorsi giorni si è recato di nuovo in zona, constatando che nulla è cambiato: "L'unica cosa che il Comune ha 'ben' pensato di fare in questi mesi è stato togliere una parte dei giochi dal parco adiacente (FOTO DI SEGUITO) e i bidoni".

Ha ormai perso le speranze Moiola, sopratutto dopo "le innumerevoli mozioni (inascoltate) presentate: è una vergogna abbandonare un bene di pregio come quella Malga, soprattutto in Trentino. Ma è questa la scelta voluta dal Comune dopo decenni e decenni di gestioni susseguitesi nel tempo per tenere vivo un punto d'approdo di montagna, l'unico nella zona montuosa nel Comune di Mori". 

 

Nel 2020 sarebbe bastato intervenire per "mettere a norma l'impianto elettrico e fare qualche piccola modifica interna per riuscire a rimettere a nuovo la struttura: ora, invece, probabilmente bisognerebbe spenderci 5 o 10 volte tanto - conclude -. 'L'amministrazione Barozzi' si prenda finalmente la briga di esporsi: se vogliono Malga Somator cada a pezzi del tutto, lo dicano pubblicamente".

 

Così, senza mezze misure, il consigliere (ma anche la comunità, affezionata alla struttura e legata da piacevoli ricordi), torna a chiedere chiarezza. "Si vuole abbandonare definitivamente questo luogo potenzialmente di pace e sereno contatto con la natura, oppure pensare di tornare a valorizzarlo conferendovi nuova vita?".

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