Muffa, soffitti che crollano e più di 200 persone nel degrado, alla residenza Fersina è un dramma. Segnalazione al Nas, Degasperi: “Nessuno interviene, istituzioni immobili”
La residenza Fersina è abbandonata al proprio destino. A denunciare la situazione di degrado e inciviltà che stanno vivendo oltre 200 richiedenti asilo è il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, assieme a Giuliano Pantano di Rifondazione Comunista. Le persone vivono in condizioni drammatiche che mettono in discussione i requisiti minimi di igiene, sicurezza e dignità. "C'è l'immobilismo di Pat e Comune. Nessuno si è mosso e c'è addirittura chi arriva a dare la colpa della muffa sui muri e dei soffitti crollati agli ospiti. E' vergognoso” spiega Degasperi che ha segnalato la situazione a Nas e Azienda sanitaria

TRENTO. Muffa verde che risale lungo i muri scrostati, soffitti che crollano a pezzi, bagni al limite dell'utilizzabile. Alla residenza Fersina l’emergenza non è più nascosta: è sotto gli occhi di tutti, ma fino ad oggi, purtroppo, sembra essere stata ignorata.
Siamo a pochi passi dal centro di Trento, in una struttura che dovrebbe rappresentare il volto umano dell'accoglienza ma che, invece, da ormai diverso tempo sembra essere tutto abbandonato al proprio destino.
Oltre duecento persone vivono in condizioni drammatiche che mettono in discussione i requisiti minimi di igiene, sicurezza e dignità. Dove dovrebbe esserci un modello di accoglienza, oggi resta solo l’immagine di un sistema lasciato al degrado, tra silenzi istituzionali e responsabilità ancora da chiarire.
Il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi , assieme a Rifondazione Comunista, ha voluto lanciare l'ennesimo allarme denunciando l'immobilismo della Provincia e del Comune di Trento. “Come si può pensare che delle persone possano vivere in condizioni del genere? Come è possibile che nessuno faccia niente di fronte ad un degrado così marcato?”. Le foto e i video diffusi dal consigliere sono stati fatti nell'ultimo mese “e ad oggi la situazione non è cambiata” chiarisce il consigliere.

Nelle scorse settimane è partita anche una segnalazione al Nas di Trento per denunciare il “grave stato di degrado della struttura con situazioni che appaiono difficilmente compatibili con i requisiti minimi di igiene, sicurezza e salubrità degli ambienti”. La stessa segnalazione è stata mandata anche all'Azienda sanitaria. “Fino ad oggi nessuno ha risposto” chiarisce Degasperi.

Si ammassa, si concentra e si arriva alla disperazione. Sulla residenza Fersina, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze dello smantellamento del sistema di accoglienza fatto dalla Provincia a trazione leghista guidata da Fugatti. Ogni fine anno è prevista la chiusura di questa struttura ma nessuno fino ad oggi ha spiegato dove andranno le persone che ci sono all'interno. C'è "poca trasparenza" e le informazioni che arrivano dai canali ufficiali sono davvero poche.
Il protocollo d'intesa tra la Provincia di Trento e il Governo per la costruzione del nuovo Cpr ha previsto il progressivo dimezzamento dei posti di accoglienza per i richiedenti asilo in Trentino. Un taglio che di certo non farà diminuire il flusso di migranti che arrivano anche via terra attraverso la rotta balcanica ma che rischia, invece, di ampliarne le criticità.
“Le immagini che ci arrivano dalla residenza Fersina – spiega ancora il consigliere di Onda, Filippo Degasperi – sono frutto dell'immobilismo della Giunta Provinciale e di uno scaricabarile continuo del Comune di Trento. E il commissario del Governo cosa fa? Fino ad oggi nessuno si è mosso e c'è addirittura chi arriva a dare la colpa della muffa sui muri e dei soffitti crollati agli ospiti. E' vergognoso”.

Tra emergenza e silenzio il dramma continua ad andare avanti. Si ignorano vite, si dimenticano diritti e intanto il tempo passa con responsabilità che vengono scaricate da un'istituzione all'altra.
“E' una situazione ormai spaventosa” ha commentato anche Giuliano Pantano, segretario di Rifondazione Comunista. “Non c'è solo degrado – spiega – ma anche una sproporzione spaventosa tra gli operatori messi in campo e gli ospiti all'interno. E' drammatico”.
La domanda, oggi, non è più cosa stia succedendo alla residenza Fersina. Quello è sotto gli occhi di tutti, lo si vede dai video e dalle foto che riescono a uscire da quelle mura. La vera domanda è: fino a quando si potrà continuare a fingere di non vedere?












