Dalla Bulgaria a Trento per cercare lavoro ma sono costretti a dormire sui marciapiedi. La storia di Veronica e Adriano: “Volevamo dare a nostro figlio un futuro migliore”
Sono ancora molte le persone che a Trento dormono all'addiaccio. Le strutture di prima accoglienza hanno tutti i posti occupati, in lista di attesa ci sono 49 uomini e 8 donne. Numeri che nelle ultime settimane non sono mai scesi. Veronica e Adriano sono arrivati in Trentino circa un mese fa e dormono su un marciapiede

TRENTO. “Qui fa freddo ma non abbiamo altro posto dove andare. Abbiamo chiesto, ma non c'è nulla e dormiamo fuori”. Adriano ha 42 anni. Quando gli passiamo davanti ha le coperte che gli coprono il volto, lasciando fuori gli occhi.
Alza la mano per salutare e per chiederci qualcosa da mangiare. Durante il giorno ha girato la città per cercare un lavoro senza risultati e appena arrivata la sera è subito corso a occupare con le coperte un fazzoletto di marciapiedi vicino al Consorzio dei Comuni, in via Torre Vanga.
Accanto a lui c'è Veronica che ha 41 anni. Lei non si vede, è rannicchiata sotto le coperte per ripararsi dal freddo accanto a suo marito. Entrambi sono originari dalla Bulgaria. “Siamo arrivati – ci racconta Adriano – a bordo di un furgone. Eravamo in tanti ma poi ognuno ha preso la propria strada. Fino a qualche tempo fa eravamo a Trento nord alla Sloi ma poi ci hanno fatti andar via”.
Sono genitori, Veronica e Adriano hanno un bambino che è rimasto assieme ai nonni a casa. Il viaggio lo hanno deciso di fare anche per lui. “Quando siamo partiti – ci spiega Andriano – lo abbiamo fatto perché credevamo di trovare un lavoro qui in Italia per dare a nostro figlio un futuro migliore. Ma così, per adesso, non è stato. Anzi oltre a essere senza un lavoro siamo anche senza casa ed eccoci qua”.
Non sono gli unici, purtroppo. Basta camminare per le strade di Trento alla sera o alla mattina presto per trovarsi davanti decine di persone costrette a dormire all'addiaccio. In via Gazzoletti, in piazza Silvio Pellico, in via Torre Vanga, sulle panchine di piazza Dante e nelle viuzze del centro. In tanti arrivano in cerca di fortuna e tutto hanno trovato meno che la buona sorte, finendo a vivere su un marciapiede.
Ad oggi la lista di persone senza dimora in attesa di un posto letto sono 49 uomini e 8 donne. Le strutture di prima accoglienza sono piene e i numeri della lista d'attesa non smettono mai di crescere (oggi è arrivata la notizia dell'apertura di 24 nuovi posti letto in via temporanea in Clarina, Qui Articolo). Uomini e donne che finiscono ai margini della società.
“Io e mia moglie - ci racconta Adriano – partiamo alla mattina a cercare un lavoro, qualsiasi genere di lavoro, per riuscire a portare a casa qualcosa. Ma fino ad oggi non abbiamo trovato nulla. Andiamo avanti con il mangiare che riusciamo a trovare in giro e con qualche soldo che ci viene dato. Nient'altro”. Accanto c'è qualcun altro. Un fagotto di coperte e un borsone usato come cuscino. “Lui sta dormendo – ci dice Adriano – lascialo stare era stanco”.
A poca distanza, in piazza Dante, ci sono i volontari di strada. Quando arriviamo gli scatoloni con il cibo che hanno portato sono vuoti. Nonostante l'impegno messo è sempre difficile riuscire a dare da mangiare a tutti.
Tante volte, però, le persone che arrivano alla spicciolata su listone hanno solo bisogno di parlare. L'ascolto, fortunatamente, non manca mai.


















