Accoglienza negata, invisibili e costretti a dormire nelle cavità sotto le strade: il dramma degli oltre 100 migranti senza riparo
Gli arrivi a Trento sono continui anche in questi mesi e molti provengono dal Marocco. L'accoglienza messa in campo dalla Provincia non è sufficiente e nonostante l'impegno di Astalli e del Comune sono moltissimi i giovani migranti soli e senza un riparo. Difficile pensare che il flusso diminuisca. A livello nazionale dall'1 gennaio al 7 febbraio 2025 sono sbarcati in Italia 4.144 migranti, a fronte dei 3.169 sbarcati nello stesso periodo del 2024

TRENTO. Ci sono coperte marroni usate come tende per nascondersi e proteggersi dal freddo e dall’umidità dell’acqua che scorre a pochi metri di distanza. Nelle cavità, tra terra e cemento della strada, si intravedono anche due o tre materassi sporchi di fango. Sono stati trascinati con fatica per poter dormire su qualcosa di morbido, evitando il contatto diretto con il terreno.
Sono i rifugi che, in pieno inverno, i migranti si sono costruiti lungo il canale Adigetto. Sono spuntati all’improvviso e, se chi ci "abita" pensa di essere stato scoperto, scappa per trovarsi un altro posto al sicuro prima che arrivino le forze dell’ordine.
Chi passeggia lungo l’Adige difficilmente non se ne accorge. Nonostante le tende siano bloccate con dei rami per mimetizzarsi meglio, queste cavità sono un pugno nello stomaco, come lo è la mancanza di una dignitosa accoglienza che costringe questi ragazzi a nascondersi quasi sottoterra.
Uno di questi accampamenti si trova all’altezza della rotatoria fra via Sanseverino e Corso del Lavoro e della Scienza, sotto la strada. Per entrarci bisogna scavalcare il muretto di marmo rosa che corre lungo il marciapiede. Pochi passi e ci si trova davanti alla cavità che è diventata casa per tanti. Fino a qualche tempo fa, il via vai era continuo, soprattutto la sera. Ora, gran parte della zona sembra essere stata abbandonata, nonostante siano rimasti materassi e coperte.
Altre zone lungo l’asse dell’Adige sono diventate rifugi di fortuna, proprio in quei luoghi che già lo scorso anno hanno visto le forze dell’ordine intervenire per degli sgomberi. Ma le persone che vengono allontanate da un posto senza un’alternativa sono costrette, poco dopo, a ritrovarsi un altro anfratto dove ripararsi. Alcuni hanno anche problemi di salute che non riescono a gestire, non essendo inseriti in nessun percorso di inclusione.
I 730 posti messi in campo dalla Provincia non sono sufficienti e, nonostante l’appello arrivato più volte dalle associazioni di aumentare questo tetto, il numero non cambia. Il Centro Astalli, insieme al Comune di Trento, mette a disposizione le ex Bellesini, e c’è poi l’ex convento dei Cappuccini con Casa Shalom, per riuscire a dare una accoglienza dignitosa almeno a una parte di chi si trova a dormire all’addiaccio.
Se da un lato i posti messi a disposizione dalle strutture di bassa soglia per l’accoglienza dei senzatetto riescono a soddisfare tutte le richieste, dall'altro diversa è la situazione per i richiedenti protezione internazionale: ad oggi sono circa 118 le persone che vorrebbero avere un posto al caldo dove dormire, ma per loro non c’è. Molti si trovano quindi a doversi riparare lungo l’Adige, alcuni negli anfratti dei palazzi di Trento, e c’è chi poi cerca riparo in qualche corte condominiale.
Gli arrivi sono continui, dagli sbarchi e dalla rotta balcanica. C’è chi raggiunge Trento provenendo da fuori provincia per presentare la richiesta di protezione internazionale sul nostro territorio, sperando di avere una risposta più veloce. Nell’ultimo anno, le associazioni che si occupano dell’accoglienza in Trentino hanno registrato l’arrivo di molti ragazzi provenienti dal Marocco, numeri elevati che vanno a sommarsi a quelli degli arrivi dal Pakistan. È difficile che questi flussi possano diminuire.

A livello nazionale, i numeri riguardanti i migranti sbarcati sulle coste italiane sono pubblicati dal Ministero dell’Interno. Secondo i dati più aggiornati dall'1 gennaio al 7 febbraio 2025 sono sbarcati in Italia 4.144 migranti, a fronte dei 3.169 sbarcati nello stesso periodo del 2024.














