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| 17 lug 2023 | 06:01

Dalle imprudenze in montagna agli incidenti negli sport estremi, l'estate torrida nei Pronto soccorso in Trentino. Ramponi: "Aumento di 2/3 degli accessi ma il 50% sono impropri"

Claudio Ramponi direttore del dipartimento di emergenza dell'Apss spiega la situazione oggi nei pronto soccorso in Trentino: "Senza accessi impropri non avremmo attese in Ps e il personale sarebbe a sufficienza". Sui numeri: "Possiamo dire tranquillamente che stiamo ritornando al periodo pre – covid"

Dalle imprudenze in montagna agli incidenti negli sport estremi, l'estate torrida nei Pronto soccorso in Trentino

TRENTO. Ci sono gli escursionisti imprudenti che finiscono al Pronto soccorso dopo essersi infortunati per essersi avventurati in sentieri difficili con delle semplici scarpette da ginnastica, chi rimane coinvolto in un incidente lungo un percorso downhill e chi invece si schianta con il parapendio.

 

Sono solo alcuni dei più frequenti casi che stanno affollato in queste settimane le sale dei pronto soccorso trentini.

 

Situazioni che vanno ad aggiungersi agli accessi impropri che nel corso degli ultimi anni sono diventati un vero proprio problema che prima o poi bisognerà in qualche modo affrontare. “Se non ci fossero questi accessi impropri non ci sarebbero quasi attese nei Ps” ci spiega Claudio Ramponi direttore del dipartimento di emergenza dell'Apss. E il quadro in estate diventa ancora più caotico.

 

Dottor Claudio Ramponi, in che situazione sono oggi i pronto soccorso del Trentino?

La nostra è una provincia a vocazione turistica. L'aumento delle persone presenti in estate inevitabilmente porta un aumento del carico di lavoro. Ci sono gli incidenti in montagna, quelli che avvengono durante gli sport estremi ma anche nelle semplici escursioni dove certe volte l'imprudenza costa caro. A sentire maggiormente questo aumento sono i pronto soccorso più vocati in alcune valli ma anche quello di Trento come centro di riferimento.

 

Di quanto sono aumentate le richieste in queste settimane?

L'aumento c'è stato anche se è di difficile quantificazione visto che veniamo da tre anni di anomalia. Possiamo dire tranquillamente che stiamo ritornando per quanto riguarda numero globale degli accessi al periodo pre – covid. Sempre di più, inoltre, viene usato in maniera impropria il pronto soccorso. A conti fatti possiamo dire che abbiamo due terzi in più di accessi in più.

 

Quando si parla di accessi impropri cosa significa?

Parliamo di problematiche minori, quelli che dovrebbero avere come primo interlocutore, se la situazione non si aggrava, il medico di medicina generale oppure la guardia medica. Ci sono i servizi ma non vengono usati per svariati motivi. Ecco allora che molti usano come soluzione il pronto soccorso anche attendendo tempi lunghi.

Possiamo dire tranquillamente che se noi non avessimo questo 50% circa di accessi impropri non ci sarebbero attese in Ps. L'emergenza non può essere la scheggia di legno sul dito di una mano. Se noi dovessimo gestire i codici rossi, quelli arancioni e una parte degli azzurri, avremmo dappertutto personale a sufficienza e si riuscirebbe a ridurre al minimo l'attesa dei pazienti.

 

Che attese abbiamo al pronto soccorso?

Variano, c'è chi viene mandato dalla farmacia, chi invece non va dal medico curante e si rivolge subito al pronto soccorso. In questo momento (venerdì pomeriggio ndr.) al pronto soccorso di Trento c'è una persona che sta attendendo da 6 ore. Poi ci sono i Ps dove l'attività è inferiore come per esempio Borgo e l'attesa è di due ore oppure Tione 46 minuti.

 

Quali sono i casi più frequenti che vi trovate al pronto soccorso in estate?

Chi si ferisce durante uno sport estremo in montagna. Chi si butta con il parapendio e finisce per schiantarsi. Ma non solo. Ci sono anche escursionisti che si avventurano in sentieri complicati con semplici scarpe da ginnastica e finiscono poi per scivolare nei canaloni. In alcuni casi c'è molta imprudenza.

 

Una delle criticità è quella del personale.

Certo, anche in Trentino come nel resto d'Italia, c'è una grave carenza di medici. Il personale di servizio è quello che abbiamo quotidianamente durante tutto l'anno. Non ci sono risorse aggiuntive in estate. Dobbiamo arrabattarci con le persone che abbiamo. Abbiamo una risorsa che sta diventando sempre più importante ed è rappresentata dai liberi professionisti. Purtroppo da anni non riusciamo più a coprire i posti vacanti. Così siamo stati costretti a optare per i liberi professionisti per riuscire a coprire i turni. Il nostro è un servizio che non può chiudere.

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