"Turisti spaventati dagli orsi? Macché, sono solo curiosi", gli Accompagnatori di Media Montagna sull'assalto alle terre alte: "Vette più accessibili ma molti sono impreparati"
Per qualcuno andare in montagna è semplicemente prendere un impianto e fermarsi dove c'è un rifugio con il ristorante e dei giochi per bambini. Nel corso dell'estate sono state molte le richieste ai quasi 240 Accompagnatori di Montagna del Trentino: "Con l'auto oggi si riesce ad arrivare abbastanza in alto e poi ci sono molti impianti ed è quindi possibile raggiungere certe quote. E' evidente che ci sono persone convinte di arrivare in un rifugio a 2500 metri e avere gli stessi servizi di un albergo in paese. Fa parte di una scarsa cultura alla montagna"

TRENTO. “Alcuni vogliono apparire solo socialmente, altri pensano di essere a Gardaland e certi pretendono anche di farsi una doccia in venti in un rifugio nella stessa notte. Con una montagna sempre più accessibile situazioni del genere sono in aumento”. Maria Assunta Stolcis è presidente degli Accompagnatori di Media Montagna del Trentino. Sono circa 240 quelli iscritti al collegio delle Guide Alpine, professionisti conoscitori del territorio che si mettono al servizio di chi decide di andare in montagna con una guida pronta ad ogni evenienza e capace di promuovere l'attività escursionistica e l'educazione ambientale.
Nel corso dell'estate il lavoro da parte degli accompagnatori è stato davvero tanto e non sono mancate le situazioni di impreparazione che fortunatamente sono state corrette immediatamente evitando in questo modo pericoli e interventi di soccorso inutili. “Abbiamo assistito nel corso dell'estate ad un forte aumento dei visitatori in montagna” ci spiegano gli Accompagnatori di Media Montagna.
Presidente Stolcis è terminato un periodo estivo davvero impegnativo per gli accompagnatori. Quali sono state le criticità che avete rilevato?
Per quel che ci riguarda il nostro obiettivo è quello di fare in modo che le persone possano partire per le escursioni sempre in modo preparato. Il nostro dovere è accertarci che abbiano un abbigliamento adeguato e certe situazioni non proprio corrette le abbiamo viste soprattutto perché è sempre più facile arrivare in montagna. Con l'auto oggi si riesce ad arrivare abbastanza in alto e poi ci sono molti impianti che portano facilmente ad una certa quota ma poi le cose cambiano e bisogna essere preparati. E' evidente che ci sono persone convinte di arrivare in un rifugio a 2500 metri e avere gli stessi servizi di un albergo in paese. Fa parte di una scarsa cultura alla montagna
Fin da subito dopo il Covid abbiamo visto una forte riscoperta della montagna. Questo aumento di visitatori sta continuando?
Sì, sono tante le persone che possono permettersi di andare da sole in montagna. Possiamo dire che stiamo assistendo ad una vera e propria corsa alle alte terre. Non tutti, però, sanno cosa significa. Per qualcuno è semplicemente prendere un impianto e fermarsi dove c'è un rifugio con il ristorante e dei giochi per bambini. Chi la montagna la concepisce così difficilmente riesce a capire l'importanza di avere un abbigliamento adeguato. Altri invece si avventurano oltre. Non voglio far passare il messaggio che in montagna si deve andare solo accompagnati ma alcune situazioni andrebbero affrontate all'inizio con un accompagnatore professionale.
Quali sono gli aspetti di impreparazione che avete riscontrato nelle persone?
L'abbigliamento di sicuro e prima di tutto le calzature. Quando parlo di abbigliamento non mi riferisco tanto a quello che si indossa quando si parte che magari può essere adeguato ma quello che si mette nello zaino. C'è poi l'imprevedibilità del meteo che spesso non si considera e così facendo si ignora anche la necessità di una determinata attrezzatura.
Manca in alcuni casi la consapevolezza della necessità di muoversi in determinati orari. Tante volte questo fa la differenza per una escursione che va bene e una che diventa rischiosa. C'è chi parte in tarda mattinata trovandosi poi in difficoltà perché al ritorno diventa buio e arriva il brutto tempo.
Si parla molto di orsi, nei turisti c'è qualche timore che si verifichi un incontro?
Più che paura c'è molta curiosità nei turisti e negli ospiti. Il tema è una grancassa mediatica enorme e ci sono tantissime domande che ci vengono fatte ma non c'è paura a muoversi. Più che altro i turisti vogliono informazioni e c'è un forte interesse. Non abbiamo percepito, comunque, defezioni.
Nell'ultima estate è stato registrato un aumento delle richieste agli Accompagnatori di Media Montagna. Fino a dove arrivate e quanti siete sul territorio?
Si, abbiamo aumentato di parecchio la nostra attività grazie all'aumento dell'afflusso in montagna. Noi come accompagnatori arriviamo ovunque, fin dove non è necessario usare l'attrezzatura alpinistica. Non ci occupiamo, per capirci, di ferrate o ghiacciai. Siamo in circa 240 iscritti al collegio delle Guide alpine.












