Giornata spreco, l'appello di Coldiretti: "Perso un terzo del cibo prodotto. Dai canederli alle polpette, ecco le ricette tradizionali per ridurre gli sprechi"
La Coldiretti è intervenuta in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite sulla Consapevolezza degli sprechi e le perdite alimentari, che si celebra proprio il 29 settembre con iniziative per aiutare a ridurre gli scarti a tavola

TRENTO. “Non si tratta solo di un problema etico, ma che determina anche effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti”. Sono queste le parole del presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite sulla Consapevolezza degli sprechi e le perdite alimentari, che si celebra proprio il 29 settembre con iniziative per aiutare a ridurre gli scarti a tavola nei mercati di Campagna amica lungo la penisola.
A livello generale infatti, dice l’associazione sulla base dei dati raccolti dal Fao, quasi un terzo del cibo prodotto (il 30%) viene sprecato in parte lungo la catena alimentare (13%) ed in parte nelle case (17%). “L’obiettivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – continua Barbacovi – è quello di dimezzare la quantità di rifiuti alimentari pro capite a livello globale, a livello di distribuzione e consumo e di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento”.
Diversi i consigli di Coldiretti per ridurre gli sprechi: “Leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a chilometri zero che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, ma anche non avere timore di chiedere di portarli a casa quando si mangia al ristorante”.
Molti dei piatti più tradizionali poi, continua la sezione trentina dell’associazione: “Hanno origine proprio dall’esigenza di non sprecare cibo, come ad esempio i canederli trentini. Si possono preparare delle ottime polpette recuperando della carne rimasta semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio, oppure la frittata di pasta per rivitalizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avvolgendole in croccante sfoglia. Senza dimenticare la polenta, cibo di generazioni di italiani, che quando avanza può essere fritta e arricchita magari con pezzi di formaggio, oppure il pesce azzurro con le ricette tipiche regionali come le alici scottadito con o senza pan grattato o le sarde in saor con cipolla. Se avanza del pane, si può optare per la classica panzanella mettendosi semplici ingredienti presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla tradizionale ribollita che utilizza elementi poveri come fagiolo, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Anche la frutta – ricorda la Coldiretti – può rivivere se caramellata o diventare marmellata oppure macedonia”.
In diversi Paesi del mondo, tra i quali l’Italia, lo spreco alimentare è in discesa: nel nostro Paese, precisa l’associazione, è sceso del 25% assestandosi su 469,4 grammi alla settimana per cittadino. La frutta fresca è l’alimento più sprecato (33%) davanti alle insalate (24%).














