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Bolzano
01 dicembre | 18:22

Grazie alle terapie il virus Hiv è stato sconfitto, ecco la testimonianza di un uomo sieropositivo: "Devo la mia vita alla medicina"

A 48 anni gli è stato diagnosticato il virus. "E' stato un duro colpo. Ho vissuto incertezza e forti sensi di colpa". Dopo due anni di terapie all'Ospedale di Bolzano, il virus non è più stato rilevato nel suo sangue e, dunque, non è più trasmissibile durante i rapporti sessuali. "Le terapie funzionano, ma serve anche prevenzione ed è bene fare regolarmente i test"

di S.M.

BOLZANO. Convive con l'Hiv ma, grazie alle terapie, il virus non è più stato rilevato nel suo sangue e, quindi, non è più trasmissibile durante i rapporti sessuali. E' la storia di Holger (nome di fantasia), pubblicata sul sito dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige in occasione del 1 dicembre, Giornata mondiale contro l'Aids.

 

Aveva 48 anni quando, inaspettatamente, gli fu diagnosticato l'Hiv dopo un esame del sangue durante una visita dermatologica. “È stato un duro colpo per me - racconta. - Non avevo idea di dove mi fossi infettato. Deve essere successo dopo la fine della relazione con il mio partner di lunga data. All’epoca, per un po’ di tempo, non ho avuto relazioni stabili”. 

 

La sua prima reazione è stata di incertezza e forti sensi di colpa. E' stato preso in cura dall’infettivologo Giovanni Rimenti del Reparto di malattie infettive dell’azienda sanitaria e supportato da medici e psicologi. A causa dello stigma sociale che colpisce i sieropositivi, Holger ha deciso di non rivelare a nessuno di essere infetto, per evitare di essere penalizzato nel lavoro e per proteggersi da discriminazione ed emarginazione. “Ma non è stato facile” dice.

Se in passato un’infezione da Hiv era quasi una condanna a morte, oggi, invece, esistono terapie efficaci e le persone possono continuare a vivere normalmente anche se infette. I valori del sangue indicavano che Holger non aveva contratto il virus da molto tempo. Non appena le cellule immunitarie, le cosiddette CD4 fossero cadute sotto il limite di 200, però, avrebbe dovuto iniziare il trattamento e sottoporsi a regolari esami del sangue. “Avevo paura della vita in terapia – racconta ancora. - Era come una spada di Damocle che pendeva sulla mia testa. Immaginavo che sarebbe stata un’esistenza triste, che non avrei più potuto fare festa o bere un drink con gli amici”.

 

Il suo attuale compagno, conosciuto sei mesi dopo la diagnosi, gli è sempre rimasto accanto e lo ha sostenuto: “Naturalmente, abbiamo sempre usato il preservativo durante i rapporti. Non si è mai infettato”. Il partner di Holger si è sottoposto regolarmente al test in modo anonimo e gratuito presso l’associazione Propositiv Südtiroler AIDS Hilfe.

 

Due anni dopo la diagnosi, il sistema immunitario di Holger era così gravemente compromesso che ha dovuto iniziare il trattamento, con i farmaci che sopprimono la riproduzione del virus affinché l'Aids non si palesi. L'uomo ha tollerato molto bene le compresse e, dopo circa due settimane, gli è stato confermato che il suo corpo si è adattato ai principi attivi. Da quel momento in poi ha potuto vivere senza restrizioni.

 

Oggi Holger assume le compresse ogni sera prima di andare a letto e si assicura sempre di averne una scorta a casa. Circa due anni dopo l’inizio del trattamento, il virus non è più stato rilevato nel suo sangue e, dunque, non è più trasmissibile durante i rapporti sessuali. Tracce del virus sono ancora presenti nei globuli bianchi, i leucociti, ma l'Hiv è stato soppresso con successo e da allora la situazione è rimasta immutata e ha un'aspettativa di vita normale. “Devo la mia vita alla medicina” dice.

 

Nonostante queste terapie promettenti, l’Hiv è ancora mortale. “Tutte le persone sessualmente attive, specialmente ragazzi e ragazze che non hanno una relazione stabile, dovrebbero ricordarsi di usare sempre il preservativo - consiglia Holger. - I profilattici proteggono dall’infezione da Hiv e da altre malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, ognuno dovrebbe conoscere il proprio stato. Questo per proteggere sé stessi e gli altri. Per questo è importante fare il test, perché prima si individua il virus, maggiori sono le possibilità essere curati”.

 

Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “Stop HIV!”, il Tour dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige domani, 2 dicembre, farà tappa a Bolzano (Ponte Talvera, 8:30-12:30) e Laives (via Kennedy, 14:00-18:30). Vengono fornite informazioni sul virus e offerti test rapidi gratuiti. Chiunque può sottoporsi al test in forma anonima e senza appuntamenti. Il test Hivpuò essere effettuato anche in tutti i centri di prelievo del sangue dell’Azienda sanitaria.

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