Contenuto sponsorizzato
| 16 gen 2023 | 19:09

“Impianto per recupero di pannolini e assorbenti: perché altrove lo stanno facendo e noi lo scartiamo?”

Il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella ha presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta le motivazioni che hanno spinto a scartare l'ipotesi di realizzazione di un impianto di recupero dei tessili sanitari (pannolini, pannoloni e assorbenti) sul territorio: “Altrove sono in progettazione”

“Impianto per recupero di pannolini e assorbenti: perché altrove lo stanno facendo e noi lo scartiamo?”
Foto d'archivio

TRENTO. Gestione dei rifiuti in Trentino, Paolo Zanella interroga la Giunta: “Perché scartare l'idea di realizzare un impianto di riciclaggio dei tessili sanitari?”. Come già riportato nelle scorse settimane infatti, nel confermare la necessità di realizzare un impianto termico per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Trentino (Qui Articolo), le autorità provinciali avevano sottolineato di aver valutato tutti i possibili scenari, compreso per l'appunto quello di progettare anche sul territorio provinciale una struttura in grado di recuperare pannolini, pannoloni e sanitari. L'ipotesi è stata però scartata, aveva detto l'assessore all'Ambiente Mario Tonina, a causa di una serie di criticità, tra le quali anche i costi di gestione troppo elevati. Per il consigliere provinciale di Futura, però, la situazione è diversa.

 

Premesso che – scrive infatti Zanella in un'interrogazione – da una parte il Quinto aggiornamento prevede tra gli obiettivi anche l'incentivazione di nuove forme di recupero di materia e dall'altra le direttive europee prevedono una gerarchia delle azioni da compiere per contenere la produzione dei rifiuti (riduzione-riuso-riciclo-recupero energetico-smaltimento), nello stesso scenario 2 del Piano si prevede che si arrivi a ridurre a un terzo la frazione residua da conferire in discarica (20.519 tonnellate) anche attraverso l'attivazione della raccolta e del riciclo dei tessili sanitari, con una riduzione del 16% del residuo (7.927 tonnellate). La realizzazione dell'impianto era già prevista nel Quarto aggiornamento, ma non è mai stata attuata”.

 

Riportando quanto dichiarato dopo il conchiuso di Giunta, Zanella sottolinea come Tonina, nel trattare il tema dell'impianto per il riciclo dei tessili sanitari, abbia parlato di costi di gestione troppo elevati (fino a 700 euro a tonnellata) e di troppe criticità anche a causa degli elevati costi energetici per l'essiccazione. Problematiche che, secondo quando riportato dalle autorità provinciali, starebbero mettendo in crisi l'utilizzo stesso della struttura presente in Veneto: “A Lovadina di Spresiano, in Provincia di Treviso – scrive però il consigliere – è attivo dal 2017 il primo impianto al mondo per il recupero di tessili sanitari di proprietà della Fater Spa. L'impianto è nato per trattare 10mila tonnellate all'anno di pannolini, pannoloni e assorbenti per un bacino di circa 1 milione di persone, e recupera plastica, cellulosa e polimeri super-assorbenti per poterli reimpiegare come materie prime seconde. Non sono noti pubblicamente problemi di gestione, ne che l'impianto sia stato chiuso”.

 

Al contrario, continua Zanella, parlando del riciclaggio di pannolini e assorbenti, all'interno dei bandi del Pnrr sarebbe stato pubblicato un avviso proprio per “l'ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (pad), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria ed i rifiuti tessili”. Bando al quale, conclude il consigliere, ha partecipato per esempio il Comune di Capannori (Lucca) che (arrivando quarto) si è aggiudicato 15 milioni di euro “per la realizzazione di una piattaforma per il riciclo dei prodotti assorbenti (pannolini e assorbenti), per perseguire la strategia 'rifiuti zero' portata avanti da quel territorio. L'impianto avrà una capacità di trattamento di 10mila tonnellate all'anno e sarà dotato di una tecnologia innovativa che consentirà di trattare questi materiali separando carta, plastica e Sap (prodotto assorbente) senza alcuna emissione, nemmeno odorigena. Per quali ragioni quindi non si ritiene percorribile la costruzione di un impianto di recupero dei tessili sanitari? Perché poi la Provincia non ha partecipato al bando Pnrr, che avrebbe sgravato la Provincia dai costi di realizzazione?”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 20 agosto | 20:00
Personale e mezzi al lavoro in val Genova: la strada era chiusa precauzionalmente in considerazione delle previsioni meteo, non ci sarebbero [...]
Cronaca
| 20 agosto | 19:01
Prima i bisogni dietro l'altare della cripta, poi le sacre tovaglie utilizzate per pulirsi e, in un'altra chiesetta, qualcuno che urina sulle [...]
Economia
| 20 agosto | 19:13
Il Trentino arranca nel settore del lusso. L'Alto Adige è molto più avanti nel settore 5 stelle e sul fronte dei ristoranti stellati c'è ancora [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato