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| 31 dic 2022 | 12:36

Termovalorizzatore o gassificatore? Le associazioni ambientaliste dicono ''no'' a entrambi: ''Pronti a mobilitarci. Bisogna ridurre, riparare, riusare e riciclare''

Ci sono circa 80mila tonnellate di residuo da smaltire ogni anno nonostante gli alti livelli di raccolta differenziata che raggiunge la provincia e la Giunta ieri ha annunciato che la strada è quella di un impianto di trattamento (ancora non si sa quale e dove andrà fatto). Le ipotesi in campo sono comunque valide e si parla di tecnologie ormai rodate ma per le associazioni ambientaliste la vera chiave per risolvere il problema è nell'aumentare la raccolta differenziata. Ecco come e perché

TRENTO. Le discariche sono al collasso e la raccolta rifiuti rischia di saltare in un futuro non troppo lontano (e le prime avvisaglie si sono già avute su molti territori Qui ValsuganaQui Vallagarina). Già oggi, ha spiegato l'assessore Tonina, ci sono circa 80mila tonnellate di residuo urbano da smaltire e il Trentino è costretto ad appoggiarsi su strutture esterne perché non riesce a smaltire tutta la spazzatura che produce e anche dalla raccolta differenziata non tutto si riesce a recuperare, anzi. Ovviamente dovendo conferire l’immondizia fuori Provincia aumentano i costi anche per i cittadini che si vedono aumentare la tariffa sui rifiuti, questo nonostante una raccolta differenziata virtuosa che in provincia si attesta attorno al 79%.

 

La Giunta provinciale, finalmente, ieri, si è pronunciata spiegando che la strada obbligata da seguire è quella di un impianto che tratti, responsabilmente, questa spazzatura non specificando ancora quale tecnologia verrà scelta se quella di un termovalorizzatore o di un gassificatore anche se Fbk e gli esperti avrebbero già dato il loro parere puntando proprio su questo secondo tipo di impianto. Già a fine ottobre, infatti, il Dolomiti svelava quanto prodotto in sede di studio con straordinarie prospettive sia dal punto di vista della tutela ambientale che della sostenibilità economica (QUI APPROFONDIMENTO). In ogni caso anche i termovalorizzatori moderni, si veda quello di Bolzano (QUI APPROFONDIMENTO) sono ormai strutture rodate e sicure che non creano impatto nei luoghi dove vengono costruiti (le emissioni sono praticamente pari a zero) ma garantiscono che il ciclo dei rifiuti sia trattato in maniera responsabile e moderna (con molteplici vantaggi per i cittadini, a cominciare dai costi).

 

Insomma l'importante è fare e fare presto in un quadro di responsabilità collettiva, soprattutto per l'ambiente perché la logica delle discariche e dell'accumulo dei rifiuti è certamente da abbandonare. Ma proprio le associazioni ambientaliste trentine sono sul piede di guerra e annunciano mobilitazioni contro quelle che loro definiscono ''politiche vecchie e dannose''.

 

''Questo 2022 non vuole darci tregua - scrivono in una lettera congiunta Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu ed altre sigle che troverete nel documento qui sotto - ci si mette anche l’assessore Tonina a chiudere l’anno con le cattive notizie o per lo meno ad annunciare cattive intenzioni. La provincia vuole decidere tra oggi e domani se procedere alla realizzazione di un inceneritore, un gassificatore o un termovalorizzatore. Attenzione: ciascuna delle tecnologie elencate differisce e non poco sotto il profilo dei costi benefici ed in parte anche sotto il profilo delle ricadute sull’ambiente. Nemmeno la localizzazione dell’impianto risulta chiara, siamo quindi di fronte ad un livello così elevato di superficialità nel rilasciare dichiarazioni da lasciarci sconcertati''.

 

''In una nostra precedente conferenza stampa - proseguono - avevamo dichiarato che se in Trentino si fosse riattivato un rapporto sinergico tra ente pubblico, gestori dei servizi, cittadini e industria, avremmo potuto in poco tempo raggiungere in tutti i bacini l’85% di raccolta differenziata e portare la produzione dei rifiuti ai 360kg/ab.eq. della Valle di Sole. Ciò avrebbe portato il residuo intorno alle 20.000 t/anno. Lo confermiamo e siamo disponibili ad un confronto immediato. Apprendiamo invece dalla stampa che il nostro assessore le 20.000 t/anno le ha aggiunte alle 60.000 t/anno dichiarate nel V aggiornamento, portando il quantitativo da smaltire a 80.000 t/anno. Peccato che è dal 2009 che il residuo è ben al di sotto di tale valore. Un salto indietro di 13 anni? E’ questa l’intenzione della Giunta provinciale? Ecco perché abbiamo scritto: cattive notizie. Ma non solo''.

 

E sulla questione gassificatore o termovalorizzatore? ''Sempre nella precedente conferenza stampa avevamo scritto che non potevamo esprimerci sull’argomento - aggiungono le associazioni - dato che non erano stati prodotti studi scientifici, degni di tale termine, sui quali fare le nostre osservazioni. Nulla è cambiato. Non solo non è stato prodotto uno straccio di studio ma a quanto sembra si brancola nel buio con il risultato di mettere in allarme cittadini, agricoltori, associazioni turistiche. Infatti qualunque sia la tipologia d’impianto scelto si avranno ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Inoltre risulta del tutto evitato il tema della stazione di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Rovereto, decisamente sotto utilizzata, circa 1/4 della sua potenzialità. Se la si utilizzasse per le sue 57.000 t/anno si otterrebbe una decisa riduzione sia in peso che di volume dei rifiuti residui da conferire. Da notare che il Trentino, dal rapporto ISPRA 2021 RU, si posiziona all’ultimo posto in Italia come indice quantità autorizzata/trattata, addirittura con una diminuzione del trattato tra il 2019 ed il 2020''.

 

Le associazioni denunciano, quindi, quello che loro definiscono ''l'inaccettabile livello di superficialità cui stiamo assistendo'' e rilanciano per la raccolta differenziata guardando ad altri comuni d'Italia dove la ''raccolta differenziata è al 90% contro la nostra media di 77%, rifiuto residuo 37kg/ab.eq. contro i nostri 92kg/ab.eq, rifiuti tessili sanitari raccolti e riciclati mentre in Trentino né raccolti né riciclati e ammontano a ben 16.000 t/anno''. ''Questa sarebbe la strada da percorrere - concludono - prima di avventurarsi in una impresa scellerata e priva di dati oggettivi. Ribadiamo che la sfida che siamo chiamati tutti a vincere consiste nel ridurre, riparare, riusare e riciclare. Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, gli eletti nei consigli a mobilitarsi contro queste politiche vecchie e dannose per la comunità''. 

 

 

 

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