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| 08 mar 2023 | 17:11

Termovalorizzatore in Trentino? Il Consorzio dei comuni visita l'impianto di Bolzano: focus su integrazione nel territorio e misure ambientali

Delegazione in visita questa mattina (8 marzo) all'impianto di Bolzano: presenti, oltre al presidente del Consorzio dei Comuni Trentini Paride Gianmoena, anche il dirigente generale del dipartimento Ambiente della Pat Roberto Andreatta ed il dirigente dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente Gabriele Rampanelli.

Termovalorizzatore in Trentino?

TRENTO. Mentre in Trentino, dopo la conferma arrivata negli ultimi mesi dall'assessore Mario Tonina circa la necessità di realizzare un impianto termico sul territorio, continua la discussione in merito alla chiusura del ciclo dei rifiuti in Provincia, nella giornata di oggi (8 marzo) il Consorzio dei Comuni Trentini ha visitato il termovalorizzatore di Bolzano, per informarsi sulle specificità dell'impianto del capoluogo altoatesino. Una visita, dice la Provincia di Bolzano in una nota, focalizzata in particolare sul funzionamento dell'impianto, sulla sua integrazione nel territorio e sulle misure ambientali messe in atto, e finalizzata dunque a pianificare, pro futuro, l'eventuale costruzione sul territorio trentino di un impianto sul modello di quello di Bolzano (Qui un approfondimento sul funzionamento della struttura).

 

La discussione sul tema, come anticipato, prosegue da tempo sul territorio trentino, dove sono in molti però, dalla Fondazione Bruno Kessler ad Azione fino alle Acli (Qui, Qui e Qui Articolo), a preferire l'alternativa rappresentata dal gassificatore per evitare di fare ricorso all'esportazione della frazione di residuo prodotta ogni anno fuori Provincia. In ogni caso, all'impianto di Bolzano (che riceve tra l'altro fino a 15mila tonnellate di rifiuti dal Trentino ogni anno) questa mattina erano presenti tra gli altri anche Paride Gianmoena, presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, il dirigente generale del dipartimento Ambiente della Pat Roberto Andreatta ed il dirigente dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente Gabriele Rampanelli.

 

“La Provincia di Trento – scrivono le autorità altoatesine – dopo essersi affidata negli ultimi anni al mercato per lo smaltimento dei rifiuti residui, guarda dunque con attenzione al modello altoatesino”. Per l'assessore all'ambiente e all'energia della Provincia di Bolzano Giuliano Vettorato: “Un termovalorizzatore, se costruito ad arte, con le migliori tecnologie possibili, inserito in un contesto per poter sfruttare al meglio l'energia contenuta nei rifiuti e utilizzato per bruciare rifiuti non evitabili, riutilizzabili o riciclabili, fa parte di un sistema sostenibile di questa gestione”.

 

Ad accogliere la delegazione trentina erano presenti a Bolzano anche il direttore del dipartimento cultura italiana, ambiente ed energia della Provincia, Antonio Lampis, in rappresentanza proprio dell'assessore Vettorato, il direttore dell'Ufficio rifiuti Giulio Angelucci oltre agli esperti di EcoCenter. L'impianto del capoluogo altoatesino, realizzato dalla Provincia di Bolzano “rappresenta un modello che garantisce l'autonomia nella gestione dei rifiuti” scrivono le autorità altoatesine. “E' riconosciuto – continua Vettorato – come una delle strutture tecnologicamente più all’avanguardia, grazie al doppio sistema di filtrazione a secco che consente la drastica riduzione delle emissioni, garantendo così tutti i parametri, molto al di sotto dei limiti di legge. Si tratta inoltre di un impianto innovativo anche dal punto di vista gestionale. La scelta di un affidamento In-House providing corrisponde alle decisioni prese negli anni novanta di gestire attraverso la mano pubblica gli impianti più sensibili nel ciclo dei rifiuti”.

 

In termini numerici, ha confermato Angelucci: “Attualmente l’impianto tratta circa 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno, di cui 115.000 tonnellate prodotti nel territorio provinciale e la restante parte di 15.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla provincia di Trento”. L'impianto bolzanino, secondo i dati forniti dall'Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima, cede 94.333 Mwh di energia termica alla rete di teleriscaldamento e 89.700 Mwh alla rete elettrica, confermandosi un impianto ad alta efficienza energetica, tale da poter essere classificato, secondo la normativa europea, come impianto di recupero.

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