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| 11 dic 2023 | 13:07

Inquilino di 69 anni, moglie malata e tre figli, la Corte d'Appello blocca lo sfratto Itea: “In tutti i contratti vanno riconosciute le condizioni di emergenza e fragilità"

Gli inquilini Itea, se soggetti fragili, hanno diritto alla proroga dell’alloggio. Anche quando si stratta di un appartamento d’emergenza. Lo ha sancito la Corte d’Appello di Trento, confermando la decisione assunta dal Tribunale nel maggio scorso

Inquilino di 69 anni, moglie malata e tre figli, la Corte d'Appello blocca lo sfratto Itea
di Redazione

TRENTO. “Speriamo che anche questo, insieme alla nuova presidenza, aiuti a costruire relazioni costruttive con Itea a vantaggio di tutte le inquiline e gli inquilini nel rispetto della legge”. Usa queste parole della segretaria provinciale di Sunia Cgil Manuela Faggioni in merito alla decisione arrivata nelle scorse ore da parte della Corte d’Appello di rigettare il ricorso fatto Itea nei confronti inquilino con più di 65 anni in condizioni di fragilità nell'Alto Garda.

 

Il tema è quello degli appartamenti d'emergenza. “Questo appartamento – ci spiega Faggioni – era già stato rinnovato e successivamente Itea, ha proceduto allo sfratto dopo segnalazione della comunità di valle”. Ad inizio anno, vista la situazione dell'inquilino, il sindacato era intervenuto sullo sfratto e il Tribunale nel maggio scorso con la propria decisione aveva bloccato la richiesta di Itea.

 

Una decisione questa a cui Itea si era opposta e nelle scorse è arrivata, invece, la conferma di quanto già stabilito nel primo grado. In sostanza la Corte ha ribadito che l’articolo 6 della legge provinciale 15/2005, che riconosce le condizioni di emergenza e fragilità, si applica a tutte le tipologie contrattuali.

 

La Corte ha argomentato, inoltre, la propria decisione facendo leva non solo sul dato letterale della disposizione ma altresì sul fine dichiaratamente perseguito dalla legge in materia di "politica provinciale della casa", ovvero la tutela dei soggetti ultrasessantacinquenni e dei soggetti che presentano un'invalidità pari o superiore al 75%.

 

Itea, basandosi sul parere del servizio casa della Comunità di Valle, aveva intimato loro lo sfratto, ritenendo non applicabile l’articolo della legge provinciale sull’edilizia popolare. Secondo la Corte d'Appello di Trento tale parere non solo non sarebbe da ritenersi vincolante, ma riporterebbe argomenti giuridici "non condivisibili", non tenendo conto di una situazione di oggettiva difficoltà della famiglia, composta da un anziano di 69 anni, una moglie malata e tre figli.
 

“La conferma della sentenza di primo grado non può che essere una buona notizia – ammette la segretaria provinciale Manuela Faggioni -. Come detto nei mesi scorsi il ricorso di Itea contro la decisione a favore dell’inquilino era una scelta legittima, ma non opportuna vista la mission sociale della società. In ogni caso speriamo che anche questo, insieme alla nuova presidenza, aiuti a costruire relazioni costruttive con Itea a vantaggio di tutte le inquiline e gli inquilini nel rispetto della legge”.

 

Soddisfazione che è stata espressa anche dall’avvocata Stefania Franchini che con l'avvocata Rosalba Colasuonno ha seguito il caso e posto la questione davanti al Tribunale nella primavera scorsa.

 

“Crediamo – ha continuato Faggioni - sia indispensabile un cambio di passo nelle politiche per la casa ed è indispensabile che la nuova giunta assuma tra le sue priorità di governo l’emergenza abitativa. Siamo molto preoccupati dello stallo in cui è bloccata la maggioranza. Oggi non abbiamo un titolare delle deleghe sulle politiche abitative perché anche quella 'poltrona' è stata oggetto di uno sconcertante braccio di ferro tra i partiti di maggioranza. E’ tempo che questa situazione si risolva e che quella sulla casa sia una delega piena, che va esercitata con responsabilità e massimo impegno vista la grave difficoltà in cui versano molte famiglie. A tal proposito ribadiamo fin da subito la necessità che venga convocato il prima possibile l’Osservatorio provinciale sulle politiche abitative, creato e mai messo nelle condizioni di operare”, ha concluso Faggioni.

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