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Trento
09 aprile | 18:14

Criterio dei 10 anni di residenza per le graduatorie di Itea, i sindacati: "La Cassazione non accoglie il ricorso e mette in dubbio la legittimità della norma"

La Cassazione non ha accolto il ricorso della Provincia sul criterio di 10 anni di residenza per accedere alle graduatorie Itea. I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "La gestione del centrodestra si è distinta per l'incapacità di mettere sul mercato alloggi nuovi ma anche quelli di risulta, restando sostanzialmente immobile di fronte a un'emergenza abitativa che nel frattempo è esplosa"

Criterio dei 10 anni di residenza per le graduatorie di Itea

TRENTO. "Una nuova conferma del carattere discriminatorio del vincolo dei 10 anni di residenza per accedere alle graduatorie Itea". Questo il commento di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "La Cassazione solleva inoltre la questione di legittimità".

 

Non si tocca attualmente la rimozione del vincolo dei 10 anni di residenza per accedere alle graduatorie Itea per l'alloggio pubblico. La Corte di Cassazione, con una propria ordinanza interlocutoria, infatti, ha deciso di non accogliere il ricorso della Provincia contro la decisione prima del Tribunale di Trento e poi della Corte d'appello.

 

Le sentenze imponevano di modificare il regolamento Itea con la rimozione del vincolo dei 10 anni. "La Cassazione non disapplica quelle ordinanze - aggiungono Grosselli, Bezzi e Alotti - ma si spinge oltre sollevando la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta. Sarà questa a decidere se quel vincolo voluto e deciso dalla prima giunta Fugatti viola l'articolo 3 della nostra Costituzione, andando contro il principio di uguaglianza".

 

Un lungo braccio di ferro con la Provincia che solo dopo una serie di sentenze avverse aveva completato i passaggi burocratici per mettere la parola fine a tutta la vicenda con l'entrata in vigore del nuovo regolamento per l’accesso alle case Itea “ripulito” dal criterio discriminatorio dei 10 anni di residenza. Ma piazza Dante aveva deciso di resistere e di presentare comunque ricorso.

 

In queste ore il nuovo stop con la Cassazione che solleva la questione di legittimità. "La Suprema Corte ha già giudicato incostituzionali leggi regionali con vincoli di almeno cinque anni come nel caso della Lombardia, della Liguria e delle Marche. La Provincia paga la propria ostinazione e il ricorso rischia infatti di trasformarsi in un boomerang",

 

Per Cgil, Cisl e Uil l'ordinanza della Cassazione è la conferma che quella norma manifesto aveva un carattere discriminatorio e che il vincolo di 10 anni è irragionevole. "Forse piazza Dante avrebbe potuto spendere meno energie e risorse nella difesa di una norma chiaramente iniqua e concentrarsi nell'affrontare il problema casa", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti. "La gestione Itea sotto il centrodestra si è distinta per l'incapacità di mettere sul mercato alloggi nuovi ma anche quelli di risulta, restando sostanzialmente immobile di fronte a un'emergenza abitativa che nel frattempo è esplosa. Non è facendo differenza tra cittadini di serie A e di serie B che si risolve il tema casa. Non è neppure una soluzione legiferare contro la Costituzione. La nostra Autonomia dovrebbe continuare a essere strumento per politiche migliorative che facciano da esempio positivo e non negativo per il resto del Paese".

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