La protesta dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro: “Si spende sempre meno per i dispositivi di protezione, così aumentano le morti bianche”
La denuncia degli attivisti: “Nei primi dieci mesi del 2022 l’Alto Adige era al secondo posto per morti sul lavoro”. L’ultimo caso è avvenuto a Ortisei dove un tecnico della funivia è deceduto dopo essere precipitato

BOLZANO. Lo scorso 18 maggio Mirco Balzano ha perso la vita dopo essere precipitato dalla funivia Seceda a Ortisei. Il 48enne stava effettuando dei lavori di manutenzione quando è scivolato. Contro l’ennesimo incidente sul lavoro si è tenuta una manifestazione organizzata dagli attivisti dello Spazio autogestito 77 e da altre realtà del posto.
Infatti sono state diverse le persone che si sono date appuntamento ieri, 22 maggio, in piazza del Grano a Bolzano per protestare contro l’ennesimo incidente sul lavoro: “Il lavoro non è una merce, è un diritto e di lavoro non si può più morire”.
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“A morire sul lavoro – sottolineano gli attivisti – sono in particolare giovani tra i 20 e i 30 anni. Negli ultimi anni, a fronte di una diminuzione di spesa per i dispositivi di protezione, sono aumentate le cosiddette morti bianche tanto che l’Alto Adige si ritrova a essere, nei primi dieci mesi del 2022, al secondo posto per morti sul lavoro”.
I manifestanti puntano il dito contro la precarietà e il sistema economico “che impone turni sempre più massacranti e lavori usuranti con stipendi al limite della fame”. Nel mirino finisce anche la cosiddetta alternanza scuola lavoro, definita “l’anticamera dello sfruttamento e della precarizzazione”.













