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| 14 set 2023 | 19:31

Lavoro, sanità, istruzione e casa, le organizzazioni no profit altoatesine presentano il "manifesto sociale"

Le associazioni chiedono ai candidati alle elezioni provinciali di passare dalle parole ai fatti: “A livello teorico sembra facile difendere le persone più vulnerabili della nostra società, ma nella pratica è più difficile. Servono salari adeguati, un sistema socio-sanitario che intercetti i bisogni, istruzione e opportunità per tutti e nuovi modelli abitativi solidali

Lavoro, sanità, istruzione e casa, le organizzazioni no profit altoatesine presentano il "manifesto sociale"
di S.M.

BOLZANO. Lavoro, salute, istruzione e casa. Sono i cardini del manifesto sociale presentato da 9 organizzazioni no-profit altoatesine ai candidati alle elezioni provinciali di ottobre.

 

Riunite sotto il simbolo “Alto Adige sociale”, le associazioni chiedono di passare dalle parole ai fatti: “Lo slogan 'non lasciare indietro nessuno' – scrivono in una nota – si sente spesso nelle dichiarazioni di intenti, nei programmi politici e negli appelli. A livello teorico sembra facile difendere le persone più vulnerabili della nostra società, ma nella pratica è più difficile. Le organizzazioni sociali vivono ogni giorno questo “non lasciare indietro nessuno”. Guardano dove gli altri distolgono lo sguardo. Tendono la mano dove c’è bisogno”.

 

Sul fronte lavoro si chiede un salario adeguato. Aumenta, infatti, anche in Alto Adige il numero di persone che, pur lavorando regolarmente, si trova al di sotto della soglia di povertà.

 

Cruciale è poi un sistema socio-sanitario capace di intercettare e riconoscere i bisogni delle persone, sia nelle aree urbane sia in quelle periferiche. “Serve – dicono le organizzazioni sociali - fornire un maggior supporto ai familiari caregivers e agli assistenti domiciliari, aumentando i servizi ambulatoriali e semi-residenziali vicino a casa”.

 

Istruzione e formazione hanno un ruolo chiave per lo sviluppo della società. La richiesta è di promuovere iniziative che consentano a tutte le persone pari opportunità di sviluppo.

 

L'Alto Adige soffre, inoltre, dell'emergenza abitativa: “gli affitti e i prezzi di acquisto sono aumentati più dei salari – denunciano le organizzazioni sociali. - Se da un lato la casa di proprietà per molti è ancora un obiettivo, dall'altro ci sono molte seconde case utilizzate per affitti turistici o sfitte. Il risultato è che le persone a basso reddito non possono permettersi un alloggio. Oltre a iniziative per rafforzare il mercato degli affitti e sfruttare meglio gli alloggi sfitti, vanno promossi nuovi modelli abitativi solidali, come gli alloggi multigenerazionali”.

 

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