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Belluno
12 giugno | 16:24

Sanità in affanno, lavoro poco qualificato, giovani ostaggio di trasporti e bullismo: il grido d’allarme dei bellunesi

Qual è il tema più importante da affrontare a livello territoriale secondo i cittadini? A chiederselo è Uil Veneto (Unione italiana lavoro), che ha analizzato i bisogni dei veneti. Per il Bellunese, hanno risposto in 1.883: il tema più sentito è la sanità, seguita dal lavoro - dove non mancano posti di lavoro, ma qualità e stipendi adeguati

BELLUNO Qual è il tema più importante da affrontare a livello territoriale secondo i cittadini? A chiederselo Uil Veneto (Unione italiana lavoro), che ha analizzato i bisogni dei veneti. “Il nostro obiettivo è creare un legame con le istituzioni, portare idee, consigli e un confronto e trovare insieme delle soluzioni. A fine giugno faremo un riepilogo regionale: questo è solo un punto di inizio e non un arrivo, parlare con le persone rimarrà sempre il nostro obiettivo principale” dichiara a Il Dolomiti Sonia Bridda, coordinatrice Uil Veneto Belluno, a margine del convegno di presentazione dei dati raccolti.
 
All’iniziativa hanno partecipato quasi 17mila persone e si sono toccati sette temi: ambiente, casa, istruzione, lavoro, sanità, sicurezza e trasporti. “Non ci siamo rivolti solo ai nostri iscritti, ma abbiamo incontrato la gente – dichiara Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto - nelle piazze, per strada, nei luoghi di lavoro, abbiamo chiesto quale fosse quello che per loro il tema che incide di più: temi sui quali sappiamo di poter intervenire, facendo pressione, avanzando proposte, parlando con le istituzioni”.

 

Per il Bellunese, hanno risposto in 1.883, di cui quasi la metà (45,2%) nella fascia di età 40-59 anni mentre solo il 6,1% sono under 18 - ma hanno comunque fornito risposte molto interessanti. Un po’ prevedibilmente, i trasporti sono il problema principale per i giovani (37,5%), ma cresce anche l’allarme bullismo; la fascia 18-39 anni indica invece il lavoro (32,7%), come quella 40-59 anni (33,1%), mentre per gli over 60 è la sanità il tema di interesse (56,1%).

 

Primo problema la sanità: difficile trovare i medici di base

Sanità che si posiziona come il tema più forte se guardiamo ai dati complessivi, segnalata da quasi il 30% (29,2%) dei bellunesi. A incidere maggiormente è il rapporto con il medico di base, spesso difficile da contattare e che non sempre funge da filtro con la sanità pubblica, costringendo a optare per quella privata o ricorrere al pronto soccorso - al punto che il Veneto è la regione con i pronto soccorso più intasati (54% di codici bianchi). I pochi medici di famiglia, dunque, anche se si fanno in quattro, faticano a rispondere a tutte le esigenze dei sempre più numerosi iscritti.

 

A ciò si aggiungono i crescenti costi delle case di riposo, con la retta media con impegnativa di residenzialità aumentata a quasi 2.000 euro al mese nel 2025 (295 euro in più del 2024 e 665 euro del 2023). “Sul fronte sanitario - prosegue Toigo - bisogna avere il coraggio di evidenziare le cose che vanno bene, ad esempio i nuovi reparti e macchinari introdotti o i lavori all’ospedale di Lamon. Tuttavia è qui che per i bellunesi c’è il problema maggiore: non tanto le liste d’attesa, ma il rapporto con i medici di base, il cui numero è insufficiente, spesso non hanno attrezzature per fare diagnosi specifiche e corrono un continuo rischio di cause legali”.

 

Nel lavoro bisogna alzare le competenze

Secondo tema cruciale è il lavoro (28,3% delle risposte), ma non c’è un allarme disoccupazione. “Dire che in provincia – sottolinea Toigo – manca il posto di lavoro sarebbe prenderci in giro: piuttosto, manca un buon posto di lavoro. Probabilmente aziende come Luxottica o Unifarco hanno dato un benchmark di riferimento non raggiungibile per il 90% delle altre, nonostante cerchino di dare il massimo. Inoltre, gli stipendi sono troppo bassi e si fatica a rinnovare il contratto dei metalmeccanici. Tuttavia è evidente che, se non si lavora sulla competitività, è difficile trovare le risorse: chi lavora deve avere uno stipendio adeguato, ma al contempo le aziende devono raggiungere una produttività che non deriva solo dalla produzione, ma ha a che fare anche con infrastrutture, costo energia e logistica”.

 

“Il sondaggio - afferma Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti - mette in luce aspetti diversi, ma legati tra loro da un tema: il territorio deve imparare a competere nel contesto dell'economia della conoscenza. È vero che manca il lavoro di qualità, ma credo che il problema non sia il welfare che alcune aziende riescono a garantire, quanto piuttosto la produttività. In provincia è rimasta solo la produzione, la fase di basso valore aggiunto, mentre le produzioni intangibili che generano davvero questo valore aggiunto, come marketing o design, sono portate altrove e il problema dei salari dipende soprattutto da questo. Siamo spacciati? No, perché ci sono territori che hanno iniziato a reagire, come La Coruna, in Galizia, dove un’azienda è riuscita ad attrarre giovani investendo sul territorio e offrendo percorsi di formazione, ed è su queste basi che Belluno deve ragionare”.

 

I giovani risentono di trasporti e bullismo

Infine, un problema dilagante è il bullismo, segnalato dal 10,8%. “Un fenomeno – afferma Toigo - che cresce più di quanto possiamo immaginare ed è oggi amplificato dai social. Frequentemente i giovani non hanno il coraggio di parlarne e come Uil Veneto abbiamo creato uno sportello virtuale, partito da Belluno e Treviso per estendersi a tutta la regione: se i ragazzi stanno combattendo contro bullismo e cyberbullismo, devono sapere che non sono soli. Non vogliamo sostituirci alle strutture preposte quanto fungere da intermediario con le istituzioni, alle quali spesso loro non si rivolgono per vergogna o paura di ritorsioni”.

 

“Per i giovani, anche la mobilità è un ostacolo - conclude Bridda - e in un contesto montano la scarsa capillarità del trasporto pubblico limita l'accesso a scuole, attività e opportunità, perciò è indispensabile un massiccio investimento per potenziare il trasporto pubblico. Il lavoro poi, pur presente, spesso non è di qualità e questo genera un rischio concreto di fuga di talenti: è perciò urgente un patto tra imprese, pubblica amministrazione e sindacato per incentivare contratti stabili e dignitosi, rilanciare la contrattazione e investire nella formazione e riqualificazione professionale. Infine, la sanità: bisogna potenziare la medicina territoriale con Case di comunità realmente operative ed estendere la telemedicina e l'assistenza domiciliare integrata. Per Belluno fare squadra è l'imperativo: la complessità delle sfide impone un dialogo costante per trasformare le criticità in opportunità”.

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