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| 21 ago 2023 | 19:35

Le cantine Ferrari danno il via alla vendemmia 2023: “Tra le raccolte più complesse degli ultimi anni”. Si comincia dai vigneti di Chardonnay

I vertici di Ferrari Trento hanno comunicato d'aver dato ufficialmente il via alcuni giorni fa alla vendemmia 2023, una delle raccolte più complesse degli ultimi anni a causa dell'andamento meteorologico di questa estate 2023, con molte piogge intervallate da giornate estremamente calde

Le cantine Ferrari danno il via alla vendemmia 2023: “Tra le raccolte più complesse degli ultimi anni”
di Redazione

TRENTO. “La vendemmia 2023, tra le più complesse degli ultimi anni, ha come parola chiave resilienza. L'andamento stagionale ha richiesto numerosi interventi e tutta la nostra esperienza per giungere a una raccolta manuale selezionata, che possa incontrare i nostri elevatissimi standard d'eccellenza”. Sono queste le parole di Marcello Lunelli, vicepresidente di Ferrari Trento, in occasione dell'avvio ufficiale della vendemmia 2023 da parte del colosso trentino.

 

Le attività di raccolta sono infatti iniziate alcuni giorni fa: in un'annata particolarmente sfidante dal punto di vista meteorologico, con copiose piogge,  ultimamente intervallate da giornate molto calde, sono state imprescindibili, dice Ferrari “la competenza e la profonda conoscenza delle pratiche di viticoltura biologica del team di agronomi di Ferrari Trento”. Per una verifica puntuale della maturazione dei grappoli, anche dopo i recenti episodi di grandine, sono stati svolti monitoraggi più serrati del solito, così da poter procedere a una scrupolosa selezione delle uve “per pigiare solo quelle in perfetto stato e ottenere la qualità desiderata”.

 

Si comincia dai vigneti di Chardonnay a quota più bassa, per poi proseguire con il Pinot Nero, salendo via via in quei terreni nei quali le viti beneficiano di una maggiore variazione termica tra il giorno e la notte. Questa, dice Ferrari: “E' la caratteristica, unica del territorio di montagna, che garantisce l'acidità delle uve, elemento fondamentale per la produzione di ottime bollicine. Si raccolgono i frutti di un lavoro quotidiano in vigna, fatto di pratiche virtuose a garanzia della sanità delle uve: l’intensificazione delle attività di gestione del verde, l’impiego dei sovesci con essenze che nutrono e migliorano la permeabilità dei suoli, il mantenimento della biodiversità nei terreni, la lavorazione dei filari secondo una logica di massimo equilibrio vegetativo”.

 

“L’impegno in ogni passaggio – conclude il gruppo trentino – dalla vigna al calice, che contraddistingue Ferrari Trento da 121 anni, si concretizza sempre più nella grande attenzione ai temi della sostenibilità, confermati dalla certificazione Biodiversity friend nel 2015, biologica di tutti i vigneti di proprietà nel 2017 e nella richiesta agli oltre 700 conferenti di rispettare il protocollo di viticoltura di montagna salubre e sostenibile 'Il Vigneto Ferrari'. In tale visione a lungo termine, rientra anche l’aver investito in terreni sempre più differenziati per altitudine ed esposizioni, una scelta assolutamente determinante e attuale, finalizzata a mantenere costante la qualità dei Ferrari Trentodoc, le 'bollicine di montagna' per eccellenza”.

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