Mal'aria, rischio aumento "malati" di smog. I medici trentini scrivono alla Pat: ''Serve informare i cittadini''. La pediatra: ''Bimbi a rischio asma e allergie''
In una situazione come quella che stiamo vivendo, che per motivi climatici potrà facilmente ripetersi, l'Ordine dei Medici del Trentino ha deciso di scrivere alla Provincia, all'Azienda Sanitaria e all'Appa per sottolineare la necessità di attivare provvedimenti per ridurre temporaneamente le emissioni inquinanti (traffico) ed informare i cittadini per ridurre il rischio

TRENTO. Valori elevati di polveri sottili, un'aria malsana che mette a rischio la salute di molte persone. Siamo davanti ad un carico tossico e la mancanza di pioggia certo non aiuta a migliorare una situazione che per i bambini è ancora più drammatica. “L'aumento delle polveri sottili rischia di avere delle ripercussioni sui più piccoli con l'aumento delle irritazioni alle vie respiratorie e un incremento dell'incidenza dell'asma” spiega a il Dolomiti la pediatria Lorena Filippi.
A livello nazionale i sindaci sono stati invitati a mettere in campo azioni decise e a compiere interventi coraggiosi per riuscire a limitare l'inquinamento. In Trentino a muoversi nei giorni scorsi è stato l'Ordine dei Medici che ha messo nero su bianco la necessità di intervenire. E' stata inviata una lettera all'assessora alla Salute Stefania Segnana, alla dottoressa Mariagrazia Zuccali direttrice del Dipartimento di Prevenzione Apss e al dottor Enrico Menapace direttore di Appa il cui oggetto era: “Provvedimenti per salvaguardare la salute dei cittadini in occasione di prolungata esposizione ad inquinanti atmosferici”. In una situazione come questa, che per motivi climatici potrà facilmente ripetersi, è stato chiesto di prevedere ed attivare dei provvedimenti per ridurre temporaneamente le emissioni inquinanti agendo sul traffico e dall'altro informando i cittadini per ridurre il rischio.
“Quello che stiamo vedendo – spiega Filippi – rischia di portarci ad un aumento delle malattie respiratorie. Per questo abbiamo deciso di sottoscrivere questa lettera per segnalare come l'aumento sopra i limiti delle polveri rischia di avere conseguenze serie sulla salute”. Nel mese di febbraio, secondo quanto emerge del report di Appa, è stato registrato un ristagno degli inquinanti nelle zone di fondovalle, favorito dalle condizioni metereologiche singolari tra cui l'assenza di precipitazioni. Si parla quindi di un aumento delle concentrazioni di polveri sottili che per 10 giorni consecutivi hanno superato i limiti in tutte le stazioni di monitoraggio provinciale.
In particolare a Trento, viene spiegato nella lettera firmata dai medici trentini, per le Pm10 vi sono stati 8 sforamenti consecutivi dal valore di 45 µg/ m3 nelle 24 ore con punte di 87 microgrammi, a Rovereto 7 sforamenti consecutivi con valore massimo di 86 µg/ m3, a Riva ben 10 sforamenti mensili, 8 consecutivi e 5 giorni con valori superiori a 90 µg/ m3 con un massimo di 113 µg/ m3 , a Borgo con 7 sforamenti consecutivi (valore massimo 85 µg/ m3 ), Piana Rotaliana 3 sforamenti consecutivi con valore massimo di 76 µg/ m3 . Per quanto riguarda i valori medi delle 24 ore delle Pm2.5, a Trento ci sono stati 9 sforamenti secondo i dati previsti dalla proposta della Commissione Europea di cui 8 consecutivi e ben 6 volte si è superata la soglia di allarme di 50 µg/ m3. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto (problema già presente a Trento) per ben 10 volte si è superata la soglia considerata nella proposta europea (2030) da non superarsi più di 18 volte all'anno.
La situazione dell'aria negli ultimi giorni è considerata "discreta". Ma rimane la preoccupazione per l'asma, le malattie respiratorie e l'inquinamento atmosferico che viaggiano a braccetto: quando cresce l'uno si diffonde pure l'altra e a pagare il prezzo più alto sono i bambini, il cui apparato respiratorio, al pari di quello degli anziani, è più vulnerabile.
I CONSIGLI
Tra i consigli che arrivano dall'Ordine dei Medici alla popolazione vi quello di evitare esposizioni prolungate all’aria aperta nelle giornate e ore di massima concentrazione degli inquinanti, specie per le persone anziane; evitare di svolgere attività fisica vicino ad aree a traffico elevato o particolarmente inquinate, non praticare sport nelle aree ed ore di massimo traffico ed inquinamento; di limitare le uscite di neonati e bambini, in particolare se affetti da malattie respiratorie, nei giorni con livelli di inquinamento elevati.
In generale scegliere orari, luoghi e percorsi con minor traffico e per il loro trasporto preferire un marsupio o zaino piuttosto che il passeggino, poiché gli inquinanti si concentrano in basso e ad altezza dei tubi di scappamento.
Anche per le donne in gravidanza è consigliato, specialmente in caso di patologie ostetriche quali preeclampsia o ipertensione, e soprattutto nel primo trimestre e nelle ultime settimane di gestazione, di limitare la permanenza all'aperto nelle giornate in cui l'aria è più inquinata e di evitare i percorsi a traffico intenso. E' importante preferire i luoghi di soggiorno o ricreativi lontani da strade a traffico intenso fino all'accorgimento di ventilare gli ambienti negli orari in cui l'aria è meno inquinata, cioè nelle ore notturne e serali e di primo mattino.
“Come medici – concludono - riteniamo che la prevenzione sia il primo mezzo per evitare le malattie, per cui si invitano gli organi preposti ad adoperarsi perché ciò avvenga”.














