Mappa delle femmine d'orso con cuccioli, un mese dopo la cattura c'è ancora il ''cerchietto'' di Jj4: ''Sciatteria e pressapochismo sembrano regnare sovrani''
Il 12 aprile (7 giorni dopo la tragedia di Caldes) il Dolomiti sottolineava come quella mappa utile per capire in che area si potrebbero aggirare femmine con cuccioli era ferma al 2022. Pochi giorni dopo era stata aggiornata al 2023 ma l'amministratore del gruppo ''Convivere con orsi e lupi si può?'' si è accorto che c'era ancora un cerchietto nella zona di Caldes. A domanda precisa la risposta dal responsabile grandi carnivori della Pat è stata: ''Dev'essere quello di JJ4 rimasto. L'ho fatto togliere, grazie saluti''. Era l'11 maggio, eppure oggi tornata lì

TRENTO. Dopo due settimane dalla cattura di Jj4 il suo ''disco'' era ancora lì a ''minacciare'' una presenza che ormai presenza non era. E, invece, quando è successa la tragedia di Caldes, il 5 aprile, il sito era fermo al 2022 e quindi inutilizzabile.
Dimenticanze che, certamente, non fanno onore al servizio e alla gestione del fenomeno grandi carnivori da parte della Provincia di Trento e che andrebbero certamente evitate specie in questa fase storica, dove si chiede una maggiore autonomia di gestione del fenomeno (più di così pare impossibile e se proprio sarebbe meglio chiedere ''aiuto'' allo Stato vista la gestione fallimentare di quest'ultima legislatura e quanto stiamo raccontando ne è la riprova) e soprattutto si hanno gli occhi di tutto il Paese puntati addosso.
Era il 12 aprile, infatti, quando il Dolomiti ha portato alla conoscenza di tutti il fatto che quel sito che aggiorna la cittadinanza sugli avvistamenti di femmine con cuccioli (le quali, come noto, sono quelle che è più ''rischioso'' incontrare perché d'istinto sono portate ad agire in difesa dei loro piccoli) era fermo al 2022. E così 7 giorni dopo l'aggressione mortale ad Andrea Papi quelle mappe erano totalmente inutilizzabili e non indicavano nulla se non avvistamenti dell'anno precedente.
Insomma c'è voluto un articolo del nostro giornale a far ripartire (poco dopo) un servizio utile e importante per la comunità e però c'è voluta la segnalazione dell'amministratore del gruppo ''Convivere con orsi e lupi si può?'' per farla aggiornare dopo che la stessa Jj4 era stata catturata. ''Come noto la Pat pubblica una utile mappa con la segnalazione degli avvistamenti delle cucciolate dell'anno in corso - scrive -. Quindi le segnalazioni, verificate da fonti affidabili, sono disponibili sul sito web della Provincia. Peccato che queste mappe non le conosca quasi nessuno: magari sarebbe più utile pubblicarle su un quotidiano locale, per esempio vicino alla previsioni del tempo. Molta gente così potrebbe essere informata meglio sulle zone dove bisogna prestare particolare attenzione. Però sciatteria e pressapochismo sembrano regnare sovrani: avevo notato che il "disco" era presente nella zona di Caldes dopo due settimane dalla cattura di JJ4. C'era forse un'altra cucciolata in zona? Ho scritto per avere chiarimenti, ecco la sconsolante risposta''.
''Buongiorno - ha risposto Claudio Groff coordinatore del Settore Grandi carnivori della Provincia - dev'essere quello di JJ4 rimasto. L'ho fatto togliere, grazie saluti''. Il cerchietto è effettivamente stato tolto l'11 maggio (Jj4 è stata catturata tra il 18 e il 19 aprile) per poi riapparire di nuovo nelle scorse ore. Come interpretarlo? C'è forse un'altra femmina con cuccioli davanti a Caldes? Nella stessa posizione dove si trovava la Jj4 con i suoi cuccioli? Molto probabilmente no. Semplicemente potrebbe trattarsi di quella sciatteria e pressapochismo che diceva sopra il gestore della pagina ''Convivere con orsi e lupi si può?'' (ovviamente che possano esserci i cuccioli ancora in giro non interessa perché la mappa serve a segnalare le femmine con orso e non i cuccioli).
Piccolezze, forse, che però sommate le une alle altre mettono in discussione la gestione stessa del fenomeno e certo non aiutano la comunità a fidarsi e ad affidarsi. Ricordiamo cosa scriveva l'Ispra nel 2000 (quindi 23 anni fa) riguardo al progetto Life Ursus, ritenuto il ''Più importante progetto di conservazione attiva della fauna mai tentato in Italia'': ''L'eventuale insuccesso dell'intervento comporta rischi non solo per la conservazione della specie ma, soprattutto, per il potenziale impatto sull'opinione pubblica, in quanto tenderebbe a promuovere un'immagine negativa delle iniziative di conservazione in generale e ad alimentare una sfiducia nelle istituzioni ed in particolare nella professionalità e capacità operativa degli enti preposti alla gestione faunistica''.












