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| 17 mar 2023 | 09:50

Morti sul lavoro, in Trentino i rischi maggiori nel settore dell'edilizia e in quello agroforestale

I dati nello studio sugli infortuni sul lavoro mortali accaduti in Trentino nel quadriennio 2019 – 2022 condotto dall’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Uopsal) e dall’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro di Trento (Inail)

Foto archivio
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TRENTO. Il problema degli infortuni sul lavoro costituisce un'emergenza sociale sia in Italia che nella nostra provincia. E' in particolare nel settore dell'edilizia e in quello agroforestale che si verificano gli incidenti più gravi e talvolta mortali. I due settori sono quelli più rischio dallo studio sugli infortuni sul lavoro mortali accaduti in Trentino nel quadriennio 2019 – 2022 condotto dall’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Uopsal) dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e dall’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro di Trento (Inail). 

 

Secondo lo studio trasmesso in una nota dall'Azienda sanitaria, in Trentino nel 2022 gli infortuni mortali sul lavoro, le cosiddette morti bianche, sono calati del 22 per cento rispetto all’anno precedente. Occorre sottolineare che l’andamento complessivo nel quadriennio risulta in una certa misura condizionato dall’evento pandemico, come messo in evidenza dai tre decessi nel 2020 riconducibili all’infezione per Covid-19. 

Nel quadriennio preso in considerazione da Uopsal e Inail gli infortuni segnalati sono stati rispettivamente 15 nel 2019, 16 nel 2020, 18 nel 2021 e 14 nel 2022. Ai sensi della normativa vigente sono compresi nel computo anche gli infortuni accaduti “in occasione di lavoro”, ovvero i decessi occorsi al di fuori dell’ambiente di lavoro vero e proprio. 

 

Rientrano in questa categoria gli incidenti avvenuti sulla strada, con o senza mezzo di trasporto, che sono distinti fra quelli “in itinere”, avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro, e quelli stradali, incidenti accaduti durante il normale orario di lavoro.

 

Più in particolare gli infortuni per i quali è stato individuato un nesso con l’attività lavorativa sono complessivamente, nel quadriennio, 12 nel 2019, 10 nel 2020, 13 nel 2021 e 9 nel 2022, mentre gli infortuni accaduti propriamente in ambiente di lavoro sono stati 7 nel 2019, 6 nel 2020, 8 nel 2021 (2 non denunciati ad Inail) e 6 nel 2022.

 

Per quanto riguarda gli infortuni accaduti ambiente di lavoro in base all’attività economica esercitata dalle aziende i settori agroforestale ed edilizia risultano quelli più costantemente colpiti dagli eventi mortali, nei confronti dei quali, come evidenzia il rapporto, deve rimanere alta, se non rafforzata l’attenzione, in considerazione del fatto che sono responsabili di una quota ancora importante di eventi mortali sul lavoro.

 

Non poteva mancare anche in questo triste resoconto l’impronta lasciata dalla pandemia dovuta al Covid-19, con 3 casi di decesso nel 2020 collegati a infezione Covid, e un caso nel 2021, subìto però da un soggetto non tutelato da Inail. 

 

I SINDACATI

 

A lanciare l'allarme nei giorni scorsi erano stati i sindacati dopo l'ennesimo tremendo incidente sul lavoro avvenuto  a Zuclo.

 

“Non possiamo tacere l'enorme preoccupazione per un fenomeno, la carenza di sicurezza nei cantieri, che non si arresta. I dati sono allarmanti e non calano rispetto all'anno precedente, quindi non si sta facendo abbastanza per ridurre questa piaga".

 

Per i sindacati la richiesta è quella di rafforzare gli organici degli enti ispettivi "perché senza ispettori i controlli non si fanno o non se ne fanno abbastanza".
 

 

 

 

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