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Belluno
10 gennaio | 11:39

Nel Bellunese calano gli infortuni sul lavoro ma i decessi sono stabili: i settori più a rischio edilizia e agricoltura

L'analisi dei dati della Spisal è stato presentato dall'Ulss1 Dolomiti: il contesto produttivo provinciale presenta principalmente aziende nei comparti manifatturiero (freddo, legno, occhialeria), dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura non intensiva che totalizzano  quasi 71.000 addetti in più di 18.000 aziende

BELLUNO. Da un lato sono calati del 37% gli infortuni denunciati, dall'altro purtroppo, i 2 decessi confermano il trend degli ultimi anni (anche se in calo rispetto al triennio 2017-2019). Sono questi alcuni dei dati presentati martedì dall’Ulss1 Dolomiti per fare il punto sulla sicurezza sul lavoro e quanto il rischio infortuni resti una piaga da debellare. Con l'Ulss anche la Spisal, Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro che ha sciorinato i suoi dati.

 

Il contesto produttivo provinciale presenta principalmente aziende nei comparti manifatturiero (freddo, legno, occhialeria), dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura non intensiva che totalizzano  quasi 71.000 addetti in più di 18.000 aziende nelle quali, nel primo semestre del 2023, si registra una diminuzione del 37% degli infortuni denunciati (esclusi quelli in itinere, periodo gennaio-luglio 2022-2023) mentre gli infortuni mortali, come detto, occorsi lo scorso anno sono 2, purtroppo in linea con il trend degli ultimi anni ma in calo rispetto agli anni 2017-19.

 

Essendo lo Spisal un servizio di prevenzione è impegnato, a favore di una prevenzione efficace sui luoghi di lavoro come previsto dal nuovo Piano Regionale Prevenzione 2020-2025, in tre principali ambiti: vigilanza, formazione e assistenza. I settori dove si è concentrata maggiormente la vigilanza nel 2023 sono stati quello dell’edilizia che ha visto controllate 235 aziende operanti in 135 cantieri ispezionati dei quali 21 legati alle Olimpiadi 2026, quello dell’amianto con 17 cantieri ispezionati e quello dell’agricoltura con 42 aziende controllate specie nelle 251 attrezzature e trattori che sono la principale causa di infortunio di questo settore.

 

“L’anno 2023 è stato un anno importante per il servizio Spisal. Stiamo attenzionando alcuni comparti produttivi che riguardano soprattutto l’edilizia e l’agricoltura perché sono i due comparti che registrano i maggiori infortuni sul lavoro, sia per frequenza sia per gravità” ha commentato Gianfranco Albertin, Direttore Spisal dell’Ulss Dolomiti.

 

Tra le malattie professionali si evidenziano 3 inchieste concluse con attestazione di mesotelioma e in particolar modo la sorveglianza attiva, su base volontaria, su ex dipendenti di un’azienda bellunese che ha cessato l’attività nel 1995 e che sono rimasti esposti per lavoro per anni all’amianto. Per la formazione il piano ha previsto, nello specifico, tre comparti sui quali intervenire che sono logistica, legno e metalmeccanico e con i quali si è costruito un percorso di condivisione, informazione e valutazione, avviato la scorsa estate.

 

Le fasi del percorso formativo hanno visto la condivisione degli obiettivi da raggiungere creando un gruppo di lavoro con Spisal e parti sociali, una fase informativa con 3 incontri, uno per ogni comparto, una fase di autovalutazione con delle check list fornite e poi una assistenza nel percorso di aggiornamento delle aziende durato circa 6 mesi. L’incontro è stato anche l’occasione Cinquetti, direttore del dipartimento di igiene e sanità, di presentare il calendario 2024 del dipartimento che era stato pensato da De Marzo nel 2011 come calendario Spisal ma che negli anni è diventato sempre più legato alla prevenzione in senso più ampio.

 

Ad illustrarlo Nicola Canal che ha toccato temi quali l’utilizzo del cellulare alla guida, la movimentazione dei carichi, l’alimentazione, gli incidenti domestici, la tbe da zecca, l'investimento di animali; tutti temi scaturiti osservando la quotidianità e i temi dell’attualità locale ha commentato Cinquetti. Il calendario stampato quest’anno in 2000 copie, il doppio rispetto al primo anno, è in fase di distribuzione presso le strutture pubbliche come i reparti Ulss, gli istituti comprensivi, i comuni, presso le unioni montane e gli ordini professionali. “E’ stato caricato digitalmente anche sul sito PuntoSicuro dove ha ricevuto l’attenzione di alcuni colleghi della Calabria e dell’Umbria e la cosa ci ha fatto sicuramente piacere” ha concluso il dottor Albertin.

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