"Nuova gestione all'Apsp Opera Romani? Si passi dalle parole ai fatti", l'intervento dei Familiari Rsa Unite: "Serve un momento di confronto"
L'Associazione Familiari Rsa Unite : "Abbiamo scritto alla direzione e al Cda richiedendo di poter avere un momento di confronto, giacché riteniamo importante che i familiari possano essere coinvolti in questa iniziativa sin dalla sua prima definizione”

TRENTO. “In passato, da quanto ci testimoniano i nostri associati, i momenti di confronto o informazione tra l’ente gestore dell’Opera Romani e i familiari dei residenti sono risultati scarsi o nulli. Sappiamo che in altre strutture, al contrario, comunicazioni e riunioni con i parenti avvengono in maniera frequente, specialmente su questioni che li vedono direttamente coinvolti. I familiari dell’Opera Romani invece ci hanno riferito di non aver nemmeno ricevuto notizia della nuova iniziativa”. Le parole sono quelle dell'associazione Familiari Rsa Unite che è intervenuta in merito al nuovo sistema di organizzazione e rappresentanza messo in campo dalla Rsa Opera Romani (Qui il link del regolamento datato novembre 2023).
Un sistema presentato come una novità, con una gestione portata avanti assieme ai famigliari e agli ospiti che però ora viene criticato per le modalità con il quale è stato messo in campo.
Se da un lato l’apertura ad un coinvolgimento dei familiari da parte della Rsa Opera Romani di Nomi e Volano è vista di buon auspicio dall'associazione familiari Rsa Unite dall'altro questa organizzazione sembra essere stata fatta, paradossalmente, senza alcun coinvolgimento. Ma non solo. E' la stessa Upipa, con la presidente Michela Chiogna, che ha voluto mettere in chiaro come l'organizzazione messa in campo “non sia una novità – ha spiegato a il Dolomiti – ma è giù utilizzata anche in altre strutture”.
“Abbiamo scritto alla direzione e al Cda – spiegano i famigliari - richiedendo di poter avere un momento di confronto, giacché riteniamo importante che i familiari possano essere coinvolti in questa iniziativa sin dalla sua prima definizione”. La risposta di un incontro non sembra esserci ancora stato.
“Bene che vengano intraprese iniziative correttive su un coinvolgimento dei familiari, che però non devono rimanere solo sulla carta” continua l'associazione attraverso una nota. L'obiettivo dovrebbe essere quello di un rinnovamento vero che permetta ai familiari di ricevere informazioni frequenti e puntuali, che permetta loro di poter avanzare segnalazioni o proposte, di poter avere mezzi e canali con cui potersi interfacciare con la direzione.
E per rendere realmente fruibile l’offerta, “l’associazione ritiene che sarebbe necessario partire dall’organizzazione di un incontro volto a sensibilizzare i familiari alla vita partecipativa, come momento propedeutico all’elezione dei rappresentanti dei residenti”.
Rappresentanti di cui da tempo, spiega sempre l'associazione, la Rsa non dispone in forma stabile e continuativa, nonostante due ne sarebbero previsti dal regolamento interno. “È infatti anche in considerazione della mancanza di questa figura che oggi ci proponiamo come interlocutori e portavoce delle istanze dei residenti di questa Rsa e dei loro familiari, di cui abbiamo raccolto nel tempo diverse testimonianze. Il dialogo da noi richiesto, se venisse accettato, potrebbe rappresentare l’inizio, auspicabilmente fecondo, di un sano e proficuo confronto su questa e altre proposte e innovazioni adottate dall’Opera Romani nel tempo, con i relativi risultati attesi e criticità riscontrate.”












