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Nuovo Ospedale, Guerrato ricorre al Consiglio di Stato. Pat e Apss si costituiscono in giudizio, l'Ordine dei Medici: "Bisogna resistere e fare in fretta, opera fondamentale per il Trentino"

Non si fermano le vicende giudiziarie riguardanti la costruzione del nuovo polo ospedaliero. In ottobre il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento aveva dichiarato infondati i ricorsi presentati da Pizzarotti e Guerrato. La società veneta ha poi deciso di ricorrere al Consiglio di Stato. L'Azienda provinciale per i Servizi Sanitari e la Provincia hanno deciso di resistere. Il presidente dell'Ordine dei Medici: "Serve la scelta coraggiosa di chi ci governa di continuare a resistere"

Di G.Fin - 04 dicembre 2023 - 05:01

TRENTO. Ancora ricorsi. E' una vera e propria odissea quella che riguarda il nuovo ospedale del Trentino. In queste settimane, infatti, si è aperto un nuovo capito della vicenda giudiziaria che va ormai avanti da parecchi anni.

 

IL TRGA DA' RAGIONE ALLA PAT

Il 9 ottobre di quest'anno, infatti, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento ha dichiarato infondati i ricorsi presentati da Guerrato e Pizzarotti relativamente all’iter di affidamento della progettazione ed esecuzione del Not – Nuovo Ospedale del Trentino.

 

I giudici, nel ritenere infondate le istanze avanzate dalle imprese, sono entrati nel merito della vicenda riconoscendo “la correttezza, la diligenza, la lealtà e la buona fede”, rigettando anche richieste risarcitorie e dando ragione alle tesi difensive sostenute dall’avvocato Giacomo Bernardi e dalle avvocate Giuliana Fozzer e Martina Zeni dell’Avvocatura della Pat.

 

Relativamente al procedimento Guerrato, era stato spiegato ad inizio ottobre da una nota della Pat, i giudici “nel rimarcare la correttezza dell’azione dell’Amministrazione provinciale lungo l’intero iter di affidamento”, hanno sottolineato come da parte di Piazza Dante “ci sia sempre stata la massima collaborazione rispetto alle proposte avanzate dall’impresa per arrivare ad una approvazione del progetto, contrariamente a quanto denunciato da Guerrato, che sul punto insinuava la volontà della Provincia di non voler giungere all’aggiudicazione dell’opera”.

 

Secondo il Tribunale, aveva scritto sempre la Pat, la mancata approvazione del progetto in sede di Conferenza dei Servizi è da imputare a gravi criticità progettuali evidenziate e avrebbero comportato una sostanziale modifica del progetto originariamente valutato dalla commissione tecnica, cosa che avrebbe violato i principi dei contratti pubblici.

 

Il Tribunale aveva evidenziato, inoltre, come il superamento di tali criticità avrebbe di fatto stravolto lo studio di fattibilità originario e compromesso la sostenibilità del progetto rispetto al piano economico-finanziario presentato in sede di gara. Per tali ragioni il Trga di Trento aveva ritenuto il procedimento privo di fondatezza e da respingere “in tutta la sua estensione”, al pari delle richieste risarcitorie e della responsabilità di danno precontrattuale avanzate dall’impresa.

 

Relativamente al procedimento Pizzarotti, che a seguito dell’esclusione di Guerrato rivendicava uno scorrimento della graduatoria e, quindi, l’affidamento dell’opera, i giudici di Trento avevano sentenziato la non sussistenza dell’obbligo di scorrimento della graduatoria da parte della Provincia.

 

LA BATTAGLIA LEGALE FINISCE AL CONSIGLIO DI STATO

A seguito delle decisioni che sono arrivate dal Tribunale amministrativo, in data 20 novembre 2023 la Società Guerrato Spa ha notificato ricorso in appello, munito di istanza di sospensione degli effetti avverso della precedente istanza (n. 150/2023). L'impresa veneta ha quindi deciso di appellarsi ai giudici del Consiglio di Stato per quanto riguarda la bocciatura del suo progetto originario. 

 

 

Una decisione che è finita subito sul tavolo della nuova Giunta Fugatti che ha deciso, non apparendo fondati i motivi che stanno alla base del nuovo appello, di ritenere “opportuno e necessario resistere davanti al Consiglio di Stato”, affidando la rappresentanza e la difesa della Provincia autonoma di Trento, con facoltà di agire anche disgiuntamente e di esercitare ogni facoltà assegnata dalla legge al difensore, agli avvocati Giacomo Bernardi, Giuliana Fozzer e Sabrina Azzolini dell’Avvocatura della Provincia.

 

Con delibera n. 760 datata 28 novembre a costituirsi in giudizio è stata anche l'Azienda per i Servizi Sanitari. A tal fine è stato conferito mandato, comprensivo anche della facoltà di nominare consulenti di parte, all’Avvocatura Generale dello Stato con sede in Roma.

 

L'ORDINE DEI MEDICI: “BISOGNA RESISTERE”

Il progetto è fra i più importanti per il Trentino e lo stesso governatore Fugatti lo ha sottolineato nel giorno della sua rielezione, definendolo fra i principali interventi in questa legislatura.

 

Difficile pensare che possa fare passi indietro. A dare man forte alla Provincia è il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi. “Dobbiamo dare atto che Fugatti ha assunto una posizione decisa per quanto riguarda il nuovo ospedale. Siamo partiti bene e la speranza – ha spiegato - è che ora i nuovi ricorsi non ci intimoriscano”.

 

Per Ioppi “I ricorsi sono ormai nella dinamica delle cose. Noi vogliamo portare avanti un'opera importante che il Trentino sta attendendo da molti anni. Bisogna andare avanti”. Il presidente dell'Ordine richiama alla memoria quanto avvenuto fra gli anni '80 e '90 all'ospedale di Arco. “Quella struttura è rimasta bloccata per circa 10 anni a causa dei ricorsi – ci spiega – poi abbiamo avuto la scelta di due assessori, Giovanazzi ai Lavori Pubblici e Conci alla Sanità, che hanno deciso di resistere e di proseguire secondo programma”.

 

Una decisione che ha portato nel 2003 all'apertura dell'ospedale di Arco. “Quella è stata l'ultima opera pubblica ospedaliera che il Trentino ha fatto. Tra progetti, controversie e ripensamenti è da quasi 20 anni che si parla del nuovo ospedale di Trento. Nei giorni scorsi mi è capitato fra le mani anche un progetto addirittura del 2004. Ora – conclude Ioppi - serve la scelta coraggiosa di chi ci governa di resistere ai ricorsi. Se dovessimo pagare una penale, pagheremmo sempre meno di quello che andremmo a spendere se ci fermassimo”.

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