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| 04 ago 2023 | 17:55

Olimpiadi 2026, come vivono l'arrivo dei Giochi Bormio, Livigno e Cortina. I sindaci: ''C'è fiducia. E' un'occasione unica. Gli scettici ci sono ma lavoriamo anche per loro''

Intervista ai tre primi cittadini dei comuni che ospiteranno buona parte delle gare nel febbraio del 2026. Tra aspettative e criticità come si sta vivendo la marcia di avvicinamento ai Giochi sui territori? Ecco le risposte di Gianluca Lorenzi, Silvia Cavazzi e Remo Galli

di Redazione

TRENTO. Bormio, Livigno, Cortina sono tre dei centri più importanti dove si svolgeranno le Olimpiadi invernali del 2026. La Valtellina sarà tra i grandi protagonisti andando a ospitare a Bormio gare di sci alpino maschile e quelle di sci alpinismo (per la prima volta nella storia disciplina olimpica) mentre a Livigno l'attesa è per il freestyle e lo snowboard. A Cortina invece andrà in scena gran parte del programma tra sci alpino, il bob, lo skeleton, lo slittino, il curling e il wheelchair curling oltre allo sci alpino e lo snowboard per i giochi paraolimpici.

 

La scommessa è arrivare pronti ai Giochi nonostante il tempo stringa e ancora si veda poco di quel che sarà nel febbraio del 2026. Le polemiche sono ben delineate e si va da quelle che riguardano la cosiddetta tangenzialina di Bormio (che ha già ricevuto la bandiera nera di Legambiente) alla pista da bob di Cortina (che avrebbe costi esorbitanti e che al momento non ha chi la deve costruire visto che il bando è andato deserto) per arrivare al villaggio olimpico che dovrebbe essere realizzato a Fiames con delle casette mobili, poi rimovibili, mentre dalla Provincia a Confindustria passando per i sindacati si spinge forte per riqualificare l'ex colonia Eni di Borca di Cadore

 

Uscendo dalle questioni più controverse (che analizziamo passo passo con l'evolversi degli eventi) con Supercombi (il network composto da il Dolomiti con Radio Cortina e Tsn) per raccontare il cammino verso i Giochi olimpici di Milano e Cortina abbiamo cercato di capire qual è lo stato d'animo da un lato dei primi cittadini che si stanno occupando della partita di avvicinamento alle olimpiadi e poi degli stessi abitanti di queste zone. Il quadro che si delinea per quanto riguarda i sindaci è di ''fiducia'', questa la parola usata da tutti e tre, mentre per quanto riguarda i cittadini la spaccatura tra chi è altrettanto fiducioso e chi è scettico o apertamente critico, magari partecipando anche a comitati e associazioni che chiedono di rivedere certe opere, è piuttosto evidente. 

 

''Quali sono i feedback che riceviamo dai nostri cittadini? - ripete la domanda il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi -, sono diversi: senza opere in itinere e che partono la gente non capisce bene cosa succederà tra qualche anno e quindi prevale la critica più che la sensazione di essere contenti. Ma sono convinto che una volta partite le opere la gente sarà soddisfatta e contenta di quello che stiamo facendo per il paese. Anche per un discorso di rilancio turistico di Cortina''.

 

''A Bormio - prosegue la sindaca Silvia Cavazzi  - sta crescendo l'interesse per quel che sarà l'Olimpiade. Abbiamo già ospitato due volte i Campionati del Mondo di sci alpino nel 1985 e nel 2005 e molte edizioni della Coppa del Mondo ma le olimpiadi vanno al di la di ogni immaginazione. Le sedi olimpiche come Bormio saranno al centro dell'interesse del mondo durante le gare e questo è un concetto che vogliamo trasmettere alla popolazione. Per farlo abbiamo già coinvolto i ragazzi delle scuole e in autunno faremo delle attività specifiche per la popolazione''.

 

Il sindaco di Livigno Remo Galli aggiunge che sul suo territorio c'è già chi non vede l'ora che arrivino i Giochi e sta ristrutturando le proprie attività per arrivare preparato all'appuntamento ''poi c'è un'altra parte di popolazione che è più scettica che vede le Olimpiadi con preoccupazione dal punto di visto ambientale e qui spetterà a noi tranquillizzarli''. 

 

Rispetto alle sensazioni personali la sindaca di Bormio non nasconde l'entusiasmo: ''Abbiamo davanti 2 anni e mezzo di lavoro intenso sia per quanto riguarda le opere da realizzare che per le iniziative da promuovere per gare e accoglienza. Rimane molto da fare ma ci faremo trovare pronti e sono sicura che rispetteremo il cronoprogramma. D'altronde siamo consapevoli di avere un'opportunità straordinaria, epocale che mai più capiterà e vogliamo sfruttarla al meglio. Le Olimpiadi segneranno inevitabilmente gli anni successivi al 2026 e quello che ci lasceranno in dote dipenderà da noi e dalla capacità di costruire il futuro di Bormio puntando sulla sostenibilità''.

 

Anche Galli da Livigno vive come un'occasione straordinaria l'arrivo dei Giochi sul suo territorio. Le problematiche esistono anche perché ''la burocrazia soffoca - spiega - ma si sta lavorando per accelerare il più possibile affinché le olimpiadi siano il punto di partenza per la Livigno del 2027. Quindi l'obiettivo è lasciare quelle opere fondamentali per il futuro della nostra località avendo ben chiaro che il pilastro deve essere quello di mantenere i giovani nel nostro territorio. Senza i giovani non c'è futuro''. ''Sono fiducioso dei lavori e di quello che sarà - conclude Lorenzi da Cortina -. Le cose stanno partendo. Siamo un po' a rilento ma penso che negli ultimi 6 mesi ci sia stata un'accelerazione sia dal Governo che dal commissario Sant'Andrea che dalla Regione. Bisogna essere ottimisti perché l'evento olimpico lascerà ai nostri territori un'importante eredità''.

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