Olimpiadi e paraolimpiadi 2026, De Pellegrin: "Ci sono dei problemi e con le infrastrutture siamo in zona Cesarini ma ce la faremo"
L'intervento del sindaco di Belluno all'incontro “Milano Cortina 2026 – Lo stato dell’arte”. L'appello: "Dobbiamo dimostrare cosa siamo in grado di fare, lo dobbiamo al nostro territorio e ai nostri giovani che ricorderanno per tutta la vita le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Cortina”

BELLUNO.“E’ vero, ci sono dei problemi e con le infrastrutture siamo in zona Cesarini ma ce la faremo a portare a casa le grandi opere e queste resteranno per sempre nel nostro territorio”. Ha usato queste parole il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin venerdì sera nella serata “Milano Cortina 2026 – Lo stato dell’arte” promossa e organizzata alla Birreria Pedavena dai Rotary Club di Feltre, Belluno, Cadore Cortina e Padova per aggiornare sul tema dei grandi appuntamenti sportivi del 2026 anche alla luce delle notizie diffuse in questi giorni.
“Il territorio sta rispondendo – ha spiegato - lo spirito olimpico e paralimpico si stanno diffondendo, dobbiamo continuare così”. Il primo cittadino ha sottolineato la forte diffusione capillare sul territorio, a tre anni dall’evento, di convegni, seminari, tavole rotonde, occasioni di riflessione e approfondimento, compiacendosi dell’impegno e dell’entusiasmo che stanno dimostrando enti, associazioni e comunità.
“Ricordiamo com’era Cortina prima delle Olimpiadi del ‘56 e guardiamo al futuro con ottimismo. Abbiamo una seconda opportunità – ha continuato - e da essa dobbiamo trarne tutto il possibile, non parlo solo di opere ma anche di educazione, senso civico, crescita delle nostre comunità e opportunità per i nostri giovani”.
De Pellegrin ha parlato di “sprint finale” e della necessità di tirar fuori grinta e impegno lanciando un appello. “In questi mesi con la cabina di regia abbiamo incontrato sindaci, enti, associazioni intenzionati ad abbracciare la nostra iniziativa, a programmare insieme e ad unire le forze con vero spirito di squadra, come richiede un evento come questo. Dobbiamo dimostrare cosa siamo in grado di fare, lo dobbiamo al nostro territorio e ai nostri giovani che ricorderanno per tutta la vita le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Cortina”.
“Ho in mente un modello di volontariato per coinvolgere i nostri ragazzi – ha concluso -, li formeremo, li metteremo a contatto con una realtà mondiale, potranno aiutare nella logistica, nell’accoglienza e nel supporto agli atleti paralimpici”.














