“Olimpiadi, stiamo scrivendo una pagina di storia: se non ne approfittiamo siamo dei pirla”, Zaia al lancio delle torce: "Siamo immersi in un nuovo rinascimento"
Svelate le torce olimpiche, alla presenza di enti territoriali e associazioni. Numerosi i ringraziamenti a Luca Zaia per aver reso possibile l’evento, ma anche le frecciatine contro le critiche. E rispunta il carosello Cortina-Civetta-Arabba. “Sono stato subissato dal fatto che Cortina si stava spegnendo: oggi non è più così e questa azione endemica interesserà tutta la provincia. Dobbiamo rispettare gli ambientalisti, ma stiamo scrivendo una pagina di storia e se il popolo si chiama fuori se ne pentirà”, afferma il presidente della Regione

LONGARONE. Una nuova tappa del cammino di avvicinamento alle Olimpiadi: è avvenuto oggi a Longarone Fiere il “lancio” delle torce di Milano Cortina 2026, nel contesto della mostra itinerante su Sport e montagna. “Dietro le Olimpiadi c’è una macchina organizzativa da paura, sia a livello locale sia con Milano Cortina e qui arriverà il mondo. Stiamo cercando di capire come gestire capi di Stato e celebrities dello spettacolo: se non ne approfittiamo adesso, vuol dire che siamo dei pirla”, afferma Luca Zaia, presidente del Veneto.
Le torce saranno accese il 26 novembre a Olimpia e torneranno a Belluno il 25 gennaio, per poi partire il giorno successivo da Longarone alla volta di Cortina. Al loro svelamento erano presenti enti territoriali, organizzazioni sportive, forze dell’ordine e associazioni di categoria. Non sono mancati i numerosi ringraziamenti a Zaia per aver reso possibile l’evento, ma anche le frecciatine contro le critiche, quasi fossero (e siano) di contrarietà all’evento in sé più che alla sua gestione (qui un esempio).
“Penso sia finito - afferma Roberto Padrin, sindaco di Longarone e presidente della Provincia - il momento delle polemiche, piuttosto è il momento di goderci questa opportunità: si poteva fare meglio? Forse sì, qualche investimento poteva essere impiegato in modo diverso, ma ora dobbiamo guardare tutti nella stessa direzione. Sono arrivati investimenti importanti, che senza i Mondiali del 2021 e le Olimpiadi del 2026 non avremmo avuto e che ci permetteranno di avere strade più sicure e di avvicinarci più velocemente a Cortina. Inoltre ci batteremo per portare a casa altre risorse per l’Agordino, la val di Zoldo, o il collegamento con la Pedemontana. Queste Olimpiadi saranno davvero la nostra cartolina sul mondo”.
Investimenti ricordati anche dal sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, che sottolinea come Cortina sia solo il contenitore che ospiterà l’evento e che tutta la provincia avrà le dovute attenzioni, perché “non c'è un Comune sopra gli altri”, mentre Stefano Longo, presidente di Fondazione Cortina, ricorda il senso dei giochi portato in tutta la Regione, coinvolgendo 25.000 persone in eventi dedicati, soprattutto tra i giovani.
Infine interviene Zaia che, dopo aver ripercorso la strada della candidatura, ringraziando nuovamente la sindaca Virginia Raggi per la rinuncia alle Olimpiadi estive, e aver esposto ancora la teoria del vetro rotto (qui l’articolo), ribadisce l’entusiasmo per la legacy che l’evento lascerà al Bellunese e al Veneto. “Penso che le Olimpiadi - sostiene - servano a questo territorio da un punto di vista culturale, perché in pochissimi ci hanno creduto: questa storia insegna che solo i pessimisti non fanno fortuna e che continuare a piangere non serve a niente. Piaccia o no, saremo al centro dell’attenzione planetaria, 3,5 miliardi di cittadini ci guarderanno e 2 milioni arriveranno qui. Banca Ifis ci dice che le Olimpiadi cubano 5,3 miliardi di euro: siamo immersi in un nuovo rinascimento, che è già visibile. Se a qualcuno fanno schifo le gru, a noi piace vederle a Cortina, se a qualcuno danno fastidio i cantieri diciamo che stanno lavorando per voi. Un territorio come questo ha diritto a delle chance come gli altri e penso di aver fatto il mio dovere candidandolo contro tutte le previsioni: se non mi davano le Olimpiadi, gli facevo un culo così”.
Ringrazia quindi l’attuale governo “amico” per 1,8 miliardi di opere (costi in realtà molto maggiori), a differenza del governo Conte che “ci ha disconosciuti quando abbiamo presentato il dossier. Le garanzie - afferma - le hanno messe due Regioni e Comuni contro sette Stati che avevano alle spalle i rispettivi governi: ci ha creduto l’allora sottosegretario Giorgetti, ma il governo era scettico e contrario”. Sarà comunque importante vigilare anche quando non sarà più lui alla guida della Regione: “Sono tutti ingegneri stando a casa al caldo loro - prosegue, riprendendo le critiche - ma a me non risulta che le opere non siano strategiche: la variante di Longarone, quella di Cortina, il piano delle ferrovie. Questo governo si è preso l'impegno di finanziarle: io non ci sarò più ma è giusto che si continui a vigilare, perché questa è la vera legacy”.
E conclude con la rinascita di Cortina, rilanciando il comprensorio sciistico che renderà il turismo più sostenibile, quasi che gli impianti non abbiano alcun impatto. “Sono stato subissato e bullizzato dal fatto che Cortina si stava spegnendo. Oggi mi sembra di capire che sia tutt’altro - ribadisce Zaia - e per la teoria del vetro rotto questa azione endemica interesserà tutta la provincia. Confermo che vogliamo fare il collegamento Cortina-Civetta-Arabba perché crediamo in questo carosello sciistico. Dobbiamo rispettare gli ambientalisti, ma è inaccettabile quanto detto sul bob: prima era una discarica, che ci è costata 3 milioni di euro solo di bonifica, e ora è la pista più all'avanguardia a livello internazionale. Qualcuno dice che ci sono solo 15 praticanti, ma allora dovremmo chiudere anche gli autodromi, oltre al fatto che ci sono anche skeleton, slittino e tutta l’attività a favore dei cittadini cui daremo l'opportunità di provare la discesa in sicurezza. Se ben gestita, potrà diventare il nostro Guggenheim sportivo e sarà un elemento di visita pauroso: stiamo scrivendo una pagina di storia, se il popolo si chiama fuori, se ne pentirà”.












