"Dovremo fare un monumento alla Raggi", Zaia show allo Sport Business Forum tra Olimpiadi e politica: "Coi Giochi un nuovo Rinascimento per il territorio"
Si apre lo Sport business forum, con un primo incontro dedicato allo sport system come distretto chiave del made in Italy. Ad aprire le riflessioni è Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che fa il punto sulle Olimpiadi - arrivando a ringraziare Virginia Raggi - e sul valore di tutto lo sport per il territorio

TREVISO. Si apre lo Sport Business Forum, con un primo incontro dedicato allo sport system quale distretto chiave del made in Italy. Ad aprire le riflessioni è Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che fa anzitutto il punto sulle Olimpiadi. “In fase di candidatura ci siamo confrontati con 7 Stati e siamo andati in finale con la Svezia, che tentava per l’ottava volta di averle per la prima volta. Pensavamo di essere fottuti, ma siamo stati premiati per la sostenibilità visto che l’Olimpiade diffusa ci permette di usare molti impianti che avevamo già. E il bob era elemento centrale del dossier: il Cio ci premia per il bob, questo cadavere eccellente che c’era a Cortina e che oggi è un’opera rinascimentale”.
Si parla dunque, un po’ inevitabilmente, di Olimpiadi, con le quali si chiuderà la rassegna a Cortina. Come ci stiamo preparando? “Le Olimpiadi confermano un fenomeno sociale: c’è sempre qualcuno che quando indichi la luna - afferma Zaia - guarda la punta del dito. Prima di tutto dobbiamo fare un monumento alla Raggi: se lei non avesse rinunciato alle Olimpiadi estive, noi non avremmo avuto quelle invernali. Non sono diventato un Cinque stelle, ma quell'assurdo diniego è costato miliardi di Pil a questo Paese. Invece, grazie a me abbiamo le Olimpiadi in Veneto. In fase di candidatura il dossier dava 1,5 punti di Pil nazionale, mentre l’ultimo studio di banca Ifis dà 5,3 miliardi di euro, valutando il pre, il durante e il post Olimpiadi”.
E intanto lievitano anche i costi, secondo stime del governo, ma è un dettaglio trascurabile.
È però sulla sospirata legacy che punta Zaia, spiegandola con la teoria del vetro rotto. “In uno studio negli Usa - prosegue - hanno posizionato due auto identiche una nel Bronx e una a Manhattan e le hanno filmate. In poco tempo quella nel Bronx è stata divorata dal vandalismo, mentre l’altra è rimasta intonsa a lungo. Gli studiosi decidono allora di rompere un vetro di quest’ultima, che a questo punto viene a sua volta divorata. Questo per dimostrare che l’ordine porta all'ordine e il disordine al disordine: l'emulazione ha un effetto economico pauroso e io punto su l'effetto indiretto del vetro rotto per le Olimpiadi, che darà un nuovo rinascimento a Cortina. Dobbiamo uscire dalla presunzione che le Dolomiti siano conosciute a livello mondiale e sfruttare un elemento di comunicazione di questi livelli. Le Dolomiti di oggi non sarebbero infatti le stesse senza le Olimpiadi del ‘56, che ci hanno portato, ad esempio, a essere location per molti set cinematografici. E le prossime significano già 1,8 miliardi di opere e infrastrutture in Veneto che altrimenti non avremmo mai finanziato, e sono soldi del bilancio nazionale, non del Veneto”.
Tranne, ad esempio, 10 milioni di euro per il trampolino, ma sono altri dettagli trascurabili.
Non poteva infine mancare il bob, il principale oggetto di controversie assieme alla cabinovia di Socrepes. “Il bob - aggiunge Zaia - era un cadavere eccellente: lo abbiamo fatto più corto e abbiamo abbattuto 856 alberi ma ne abbiamo acquistati 10 mila da piantare per ricomporre il paesaggio. Quando siamo partiti, i fenomeni che sanno tutto ci hanno spiegato che siccome l’efficiente Cina ha fatto il suo in tre anni, noi non avremmo potuto farlo in un anno e mezzo. Ci abbiamo invece impiegato 367 giorni, ma siccome il “Veneto pride” non va di moda, continuate a lamentarvi e dire che gli altri Paesi sono più bravi, che la Germania non prenderà mai il covid perché la sanità funziona e invece si è fatta il triplo del lockdown. Abbiamo il difetto di vedere l’erba del vicino sempre più verde e più bella, ma la verità è che siamo stati super efficienti a fare il bob”. Insomma, anche il covid difende il bob.
Il Veneto, però, non è fortunatamente solo Olimpiadi. C’è da noi un pezzo fondamentale dello sportsystem italiano ed europeo e lo scorso anno la Regione Veneto è stata designata da Aces Europe “Regione europea dello sport 2024” grazie a criteri come la diffusione dell’associazionismo sportivo, la perversità del volontariato e la dotazione di infrastrutture, che sottolineano l’importanza dello sport come fattore di coesione sociale. "Siamo una Regione piena di praticanti e forse c’è talmente tanta familiarità con le attività sportive - commenta Zaia - che non ce ne rendiamo neanche conto. Abbiamo eccellenze, come il Grande Slam di Imoco volley, ma dietro ai riflettori della prima squadra c'è un vivaio di migliaia di bambine e c’è il grande valore dell'emulazione, che si traduce in voglia di sport. E ci sono anche migliaia di volontari che rimangono nell’ombra tutta la vita, ma che alimentano il settore. Il riconoscimento per il Veneto è dunque un riconoscimento a tutti loro. Si dice che la società caratterizza il tipo di sport e il tipo di sport caratterizza la società: nel Bronx, dalla fatica e dalla rabbia, sono usciti i pugili, mentre noi facciamo sport di fatica, determinazione, forza di volontà, in primis il ciclismo. Non è uno sport facile, ma se le cose non sono difficili, noi non le facciamo”.












