Villaggio olimpico, all'unanimità il consiglio provinciale chiede di puntare sulla colonia Eni di Borca: ''A Fiammes spreco di risorse pubbliche''
Dai sindacati a Confindustria, dalle amministrazioni comunali passando per la Provincia tutti chiedono di ripensare la scelta fatta per il villaggio olimpico, oggi previsto a Cortina. C'è pieno consenso, invece, attorno a un documento predisposto dagli uffici del Comune di Borca e giunto nei giorni scorsi in Provincia di approfondimento tecnico sulla verifica della compatibilità amministrativa e tecnica a ospitare il villaggio olimpico nell’ex villaggio Eni. Superati anche i dubbi relativi agli annosi rischi idrogeologici

BORCA DI CADORE. Unanimità. Tutto il consiglio provinciale di Belluno riunitosi ieri a Borca di Cadore ha votato compatto per chiedere alla cabina di regia delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 di rivalutare la scelta sul villaggio olimpico e di puntare sulla vecchia colonia Eni di Borca di Cadore. Come noto, infatti, al momento la decisione per il villaggio olimpico (di fatto l'opera più importante per un territorio che va ad ospitare le olimpiadi invernali perché, al di là di piste da bob, salti e altre infrastrutture sportive che il più delle volte sono rimaste cattedrali nel deserto inutilizzate gli edifici per l'ospitalità possono rappresentare un'occasione per il territorio dal punto di vista abitativo).
L’atto (che arriva dopo l'identica richiesta arrivata nelle settimane scorse dai sindacati e da Confindustria) dà mandato al presidente Padrin di attivarsi in tutte le sedi opportune affinché sia individuato nella rigenerazione del complesso edilizio fatto realizzare da Enrico Mattei ed Edoardo Gellner lo strumento ideale per l’ospitalità degli atleti olimpici. ''La Provincia conferma quello che ha sempre sostenuto, proponendo ancora diversi anni fa la soluzione Borca, quale esempio concreto di sostenibilità e di Legacy dell’evento olimpico'', ha sottolineato il consiglio provinciale.
L’atto approvato dal consiglio parte da un documento predisposto dagli uffici del Comune di Borca e giunto nei giorni scorsi in Provincia. Si tratta di un approfondimento tecnico sulla verifica della compatibilità amministrativa e tecnica a ospitare il villaggio olimpico nell’ex villaggio Eni. Il documento analizza non solo i criteri di sostenibilità, impatto ambientale e paesaggistico e rispondenza al quadro esigenziale del dossier olimpico, ma anche la compatibilità idrogeologica e la fattibilità tecnica del recupero del villaggio ex Eni, dimostrando come le indicazioni del Pai (Piano di assetto idrogeologico) e del Pgra (Piano di gestione del rischio idraulico) consentano di utilizzare fin da subito per lo scopo necessario la vecchia colonia. La delibera quindi chiede alla Regione di rivalutare alla luce di questa analisi la scelta di realizzare il villaggio olimpico a Fiames (come da Dgr 620 del 19 maggio scorso) che sarebbe allestito con delle casette mobili, poi rimovibili, per una spesa sui 36 milioni di euro.
''Oggi rafforziamo la posizione sempre tenuta dall’amministrazione provinciale: eravamo partiti con la proposta nel 2020, poi ribadita nel 2021 nelle linee programmatiche'', ha detto il presidente della Provincia, Roberto Padrin. ''Una volta superato il dubbio della fattibilità tecnica e amministrativa, non vediamo altri ostacoli a realizzare qui il villaggio olimpico, attraverso un accordo pubblico-privato che in questi mesi ha visto schierarsi a favore anche le associazioni di categoria, i sindacati e il territorio in generale''.
Il documento preparato dal Comune di Borca sottolinea in particolare il superamento dei dubbi relativi ai vincoli di natura idrogeologica, dato che la ex colonia Eni si trova nella zona limitrofa al canalone di Cancia, noto per le colate detritiche dell’Antelao. ''Gli interventi realizzati dalla Provincia sul canalone - con l’installazione della briglia Sabo Dam e la costruzione di un canale di dissipazione delle acque - hanno mitigato il pericolo di colate. E a breve partiranno ulteriori interventi a valle per ridurre ancora di più il rischio'', ha detto il consigliere Mattia Gosetti, delegato alla Difesa del Suolo. ''Ringrazio il consiglio di aver colto l’approvazione di questo atto politico proprio qui nella valle del Boite, che si è sempre espressa a favore della rigenerazione di quel patrimonio del vecchio villaggio Eni, riassunto architettonico della storia degli ultimi decenni''.
Nei diversi interventi in sede di dibattito consiliare, tutti i consiglieri si sono espressi a favore della sostenibilità della rigenerazione e delle ricadute sociali che avrebbe per il territorio. ''Il dossier olimpico diceva che le Olimpiadi 2026 sarebbero state le più sostenibili e memorabili di sempre. E si poneva come obiettivo di mettere in atto politiche a favore dello sviluppo della montagna, utili al miglioramento dei servizi pubblici - hanno detto i consiglieri Paolo Perenzin e Simone Deola -. Crediamo che il recupero della vecchia colonia vada in questo senso, mentre il villaggio a Fiames no: se è sostenibile perché si smantella dopo le Olimpiadi, diventa uno spreco di denaro pubblico; se invece rimane, non è sostenibile dal punto di vista ambientale, perché comporterebbe ulteriore consumo di suolo''. ''Siamo a fianco della Valboite per appoggiare la scelta di rigenerare la vecchia colonia che ha implicazioni su economicità, sostenibilità e sviluppo del territorio'', hanno aggiunto i consiglieri Bogana, De Toni e Scopel.












