Omicidio di Fausto Iob, per la difesa di Dallago l'accusa è ''monca'': come è stato spostato il corpo della vittima? Ma il giudice rigetta l'eccezione
Si è conclusa la prima udienza in Corte d'Assise che vede David Dallago imputato per omicidio in relazione alla morte di Fausto Iob lo scorso 5 giugno. Sono cinque le parti civili che si sono costituite: i due figli, fratello, sorella e nipote di Iob. La difesa si è subito fatta sentire presentando un'eccezione (poi rigettata) attraverso la quale si chiedeva "la nullità del decreto di giudizio immediato"

TRENTO. Fra ritardi, eccezioni respinte, lungaggini procedurali e richiesta di ridurre la lista dei testimoni. E' iniziato il processo per la morte di Fausto Iob.
Imputato è David Dallago, il boscaiolo 32enne di Predaia che da giugno 2022 è in carcere con l'accusa di aver ucciso il custode forestale.
Dallago era presente in aula e lo erano anche i figli e i famigliari di Fausto Iob che si sono costituiti parte civile.
LA VICENDA
La morte del custode forestale presenta ancora diversi punti da chiarire. Secondo quanto ricostruito, Dallago stava lavorando in un cantiere forestale a Sanzeno e avrebbe colpito alla testa Iob, che lo doveva controllare, per ben 18 volte con un oggetto che non è stato mai trovato.
Il forestale, ancora vivo, sarebbe poi stato spostato e poi gettato nelle acque del lago di Santa Giustina dove sarebbe morto annegato, almeno secondo le conclusioni del medico legale che ha effettuato l’autopsia. Il corpo del Fausto Iob è stato poi trovato il 5 giugno.
I sospetti degli investigatori si sono concentrati quasi subito su Dallago, al quale era stato affidato il compito di effettuare le operazioni di esbosco proprio nel cantiere vicino al luogo del ritrovamento del cadavere di Iob.
Inoltre il boscaiolo risulterebbe essere tra le ultime persone ad aver visto in vita il custode forestale. Molti gli elementi che sono arrivati dalle indagini tanto che gli inquirenti hanno parlato di “un pesante quadro indiziario”.
Secondo l’accusa il 32enne avrebbe ucciso Iob perché era stato sorpreso dal custode forestale a sottrarre del legname dal patrimonio boschivo.
E' bene chiarire che fino ad oggi Dallago ha sempre negato ogni addebito.
L'UDIENZA
David Dallago, presente alla prima udienza, è difeso dall'avvocata Angelica Domenichelli. In aula, per la costituzione della parte civile dei famigliari, presenti anche gli avvocati Lorenzo Eccher, Paolo Mazzoni e Danilo Pezzi.
Nel suo intervento l'avvocata Angelica Domenichelli, ha puntato l'attenzione sul capo d'imputazione spiegando che “l'accusa, come formulata nel decreto di giudizio, è la medesima imputazione provvisoria formulata dal Pm, nell'ordinanza di custodia cautelare”.
Per quanto riguarda il capo 1 , spiega l'avvocata, che è il delitto di omicidio di Fausto Iob, la condotta dell'accusato viene definita “ monca”. “Manca completamente la descrizione rispetto la principale condotta enunciata come imputazione che è quella, secondo l'accusa, che avrebbe colpito con un oggetto non individuato il capo di Fausto Iob. All'esito di questa condotta la vittima, in questo modo lesa, muore per annegamento nel lago di Santa Giustina”. Per la difesa, però, non viene spiegato il modo in cui il corpo sarebbe stato sposato da Sanzeno dove è avvenuta l'aggressione al lago dove Iob è morto annegato.
“Su questi aspetti l'imputazione manca completamente. Si è indagato oltre senza arrivare però ad una spiegazione plausibile, logica e dimostrabile empiricamente” spiega l'avvocata Domenichelli su come il corpo ancora in vita sia stato portato da Dallago nel lago di santa Giustina.
Da parte della difesa è stato quindi chiesto “di dichiarare nullo il decreto di giudizio immediato e procedere alla restituzione degli atti al Pm”. Eccezione, quella richiesta dalla difesa di Dallago, che la Procura e le parti civili hanno chiesto di rigettare essendo presenti nel capo di imputazione “dati oggettivi e certi”.
La Corte, dopo una camera di consiglio di pochi minuti, ha deciso di rigettare l'eccezione formulata dall'avvocata Domenichelli.
“E' stata rigettata – ha spiegato l'avvocata a margine dell'udienza – ma abbiamo messo un 'bug' nel procedimento e questo lo porteremo avanti. L'eccezione è respinta ma rimane all'interno del procedimento questo vulnus. Il capo di imputazione a nostro parere non è specifico”.
Per quanto riguarda la lista di testimoni della procura è stato chiesto di sfoltirla in vista della presentazione che verrà fatta nelle prossime udienze. E' stata inoltre chiesta dalle parti una perizia sulle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche ambientali. L'affidamento si avrà nell'udienza del prossimo 26 aprile.




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