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| 25 ott 2023 | 17:49

Orsa F36, il Tar di Trento boccia il ricorso delle associazioni dopo la morte del plantigrado: "Proseguiremo l'azione giudiziaria"

Il ricorso puntava "a contestare i decreti emessi da Fugatti, che inizialmente proponeva l’uccisione dell'orsa e successivamente la sua cattura". Dopo la morte del plantigrado il Tar ha tuttavia dichiarato l'improcedibilità dei ricorsi: "Proseguiremo l'azione legale, perché il problema in Trentino va oltre la singola vicenda di F36"

Orsa F36, il Tar di Trento boccia il ricorso delle associazioni dopo la morte del plantigrado

TRENTO. A seguito della morte dell’orsa F36, il Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento ha dichiarato l’improcedibilità dei ricorsi proposti da Lav, Lndc Animal Protection e Wwf. I ricorsi presentati, quando il plantigrado era ancora in vita, “erano volti a contestare i decreti emessi dal presidente Fugatti – come spiegano i referenti delle associazioni - che inizialmente proponeva l’uccisione dell'animale e successivamente la sua cattura con l'intenzione di relegarla a un ergastolo nel recinto del Casteller”. 

 

Ora il tribunale ha dichiarato l’improcedibilità dei ricorsi, vista la morte del plantigrado: “Ciononostante, intendiamo proseguire l'azione legale, in quanto il problema in Trentino va oltre la singola vicenda dell'orsa F36. Il crescente conflitto tra uomo e orso è attribuibile alla carenza di politiche di prevenzione efficaci”. 

 

 “È innegabile – proseguono le associazioni – che esista una connessione tra il recente aumento del numero di orsi trovati morti e le dichiarazioni, sempre più esplicite, di esponenti politici, specialmente nel recente periodo di campagna elettorale”. 

 

“Queste dichiarazioni ed i reiterati provvedimenti amministrativi e normativi che dispongono l’uccisione di orsi e lupi, sino ad oggi fermati solo grazie al nostro intervento in giudizio, sono chiaramente contrastanti con i principi costituzionali. Ciò che preoccupa è che alcuni commenti sui social media indicano addirittura una crescente tendenza di alcuni individui a ritenersi legittimati a farsi giustizia da soli, anche con l'uso di esche avvelenate o armi da fuoco, con evidenti ripercussioni anche sulla sicurezza pubblica”.  

 

Lav, Lndc Animal Protection e Wwf hanno quindi dato mandato ai propri legali perché predispongano in tempi brevi il ricorso al Consiglio di Stato, affinché si esprima sulla legittimità costituzionale delle azioni intraprese dalla Provincia Autonoma di Trento. “La situazione richiede una riflessione approfondita e una decisione ponderata al fine di garantire il rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione”.  

 

“Chiediamo – concludono le associazioni - che l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, dove sono stati conferiti i cadaveri degli orsi, renda pubblicamente noti, nel più breve tempo possibile, i risultati delle autopsie, a cominciare da quella di F36. Non possiamo tollerare neppure il sospetto che dietro le morti degli orsi ci sia una regia umana ma, se così dovesse essere, ci attiveremmo in ogni sede perché siano ripristinati in quella Provincia il pieno rispetto della legalità e della Costituzione”. 

 

 

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