Orsi, due falsi attacchi in 7 giorni a Roncone. De Col: “Lo spray avrebbe garantito la massima sicurezza. Per i forestali manca il via libera del Ministero della Salute”
Il dirigente generale di dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col interviene sul tema dopo il secondo falso attacco avvenuto nei boschi di Roncone in appena 7 giorni: “Dagli Stati Uniti al Canada fino all'Europa, in tutti i territori nei quali ci sono gli orsi viene usato lo spray. Senza ci manca un banale strumento di difesa ritenuto anche all'estero più efficace delle armi da fuoco per la difesa degli operatori”
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TRENTO. Prima il ruglio, poi l'orso che si avvicina agli escursionisti che, di fronte al plantigrado, hanno cominciato ad urlare e ad agitare i bastoncini da trekking finché l'animale non si è allontanato (non prima, però, di essere arrivato a 4-5 metri dalla coppia, Qui Articolo). Quello riportato nella giornata di ieri (6 agosto) dalle autorità è il secondo falso attacco portato avanti da un orso (l'ipotesi, ancora da verificare, è che si tratti dello stesso animale, F36) nei boschi sopra Roncone, nelle Giudicarie ed in entrambe le situazioni, assicura il dirigente generale del dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Raffaele de Col: “L'utilizzo dello spray anti-orso avrebbe garantito la massima sicurezza. Al momento però ci troviamo privati di uno strumento tanto banale quanto efficace di sicurezza personale”.
Come ribadito dal dirigente, si tratta di uno strumento ampiamente utilizzato in molti territori nei quali si registra un'importante presenza di orsi, dagli Stati Uniti al Canada fino all'Europa: “In Croazia, Slovenia e Romania – dice ancora De Col – è previsto il libero uso dello spray che, ripeto, sarebbe stato estremamente utile in queste due circostanze: l'orso si sarebbe allontanato subito, garantendo come ulteriore effetto l'aumento della diffidenza della popolazione ursina nei confronti delle persone che frequentano il bosco. Una questione estremamente importante”. Al momento però, l'iter di approvazione per l'utilizzo dello spray per gli operatori della forestale è fermo (si parla di un totale di circa 200 persone), in attesa dell'ok dal Ministero della Salute dopo il via libera del dicastero dell'ambiente. Più lungo, ovviamente, un eventuale processo di approvazione dell'utilizzo per la popolazione, che richiederebbe una norma ad hoc.
“Come anticipato, l'utilizzo dello spray sarebbe stato risolutivo in queste due situazioni – conclude il dirigente -. Negli Stati Uniti stanno addirittura sconsigliando l'utilizzo dei fucili per la difesa degli operatori in favore proprio dello spray: al momento manca ancora l'ok per l'utilizzo da parte del personale forestale ma io credo che in definitiva questo debba diventare uno strumento fondamentale per per tutelare tutta la popolazione”.
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