Ospedale di Cavalese, i cittadini bocciano la costruzione a Masi sostenuta da Pat e Apss. Raffica di interventi contrari al Palafiemme, Finato: ''La comunità è stata chiara''
Circa 400 persone all'incontro che si è tenuto ieri sera promosso dalla Pat per presentare le due proposte progettuali per il futuro ospedale di Cavalese. Duro il giudizio anche dello scario Mauro Gilmozzi: "La scelta della Provincia va contro tutti i principi"

CAVALESE. Il messaggio che i cittadini hanno voluto mandare è chiaro: “No all'ospedale a Masi”. Lo hanno fatto capire nella riunione che si è tenuta ieri sera al Palafiemme dove circa 400 persone sono arrivate per ascoltare la presentazione delle due ipotesi progettuali riguardanti il futuro ospedale di Cavalese: il recupero dell'esistente e il progetto della nuova struttura a Masi.
La quasi totalità degli interventi fatti a termine dell'incontro si è dimostrata contraria all'ipotesi Masi e a confermarlo è anche Sergio Finato sindaco di Cavalese. “La serata è stata davvero molto partecipata e abbiamo avuto più di un intervento. Possiamo dire che all'unanimità la popolazione di Fiemme ha espresso la contrarietà per la dislocazione del nuovo ospedale a Masi”.
L'ipotesi della costruzione nel fondovalle è stata scartata dalla popolazione e saranno successivamente le varie amministrazioni ad esprimersi. Chiara la posizione di Cavalese ribadita nel corso dell'incontro proprio da Finato. “Fin dall'inizio ci siamo espressi chiaramente in modo contrario alla dislocazione a Masi – spiega – e c'è anche una mozione. Da parte dei cittadini, fra l'altro, è stata molto apprezzata la volontà di realizzare una bretellina di accesso che proprio dal fondovalle porterà all'ospedale dove si trova attualmente. Era una delle criticità sollevate”.
Sono diversi i punti negativi per quanto riguarda l'ipotesi progettuale a Masi a partire da quelli di carattere climatico e ambientale. “E' un luogo poco esposto – spiega sempre il sindaco di Cavalese – ed è invivibile. Questo è stato anche rimarcato dall'ex direttore dell'ufficio foreste che gestiva il vivaio. Ma c'è anche un rischio idrogeologico vista la presenza di diversi rivi”. Infine, ma non perché poco importante, ci sono anche questioni urbanistiche e di ubicazione che portano a consumare ulteriore suolo in una zona di pregio agricolo. “Rischiamo una urbanizzazione selvaggia – continua Finato -in una zona dove c'è già carenza di territorio vergine. Quello del consumo del suolo è stato uno degli argomenti rimarcato in più interventi”.
Perplessità e contrarietà alla progettualità Masi sono è state però espresse anche da Mauro Gilmozzi, scario della Magnifica Comunità di Fiemme che nel proprio intervento ha sollevato diverse criticità non di poco conto. “In Provincia abbiamo un Pup, una legge urbanistica, delle convenzioni e degli atti di indirizzo – spiega Gilmozzi - che danno come indicazione il non spreco del territorio con il chiaro obiettivo dello stop al consumo del suolo. C'è anche una norma addirittura sulla legge dei Lavori pubblici che dice che non si possono presentare partenariati pubblici e privati se questi sono in contrasto con il Piano urbanistico provinciale e in particolare con le aree agricole. Detto questo, la prima proposta che questa Giunta provinciale appoggia è invece quella che va proprio ad invadere un'area agricola di pregio senza aver fatto le verifiche necessarie”.
Una scelta da parte della Provincia, spiega Gilmozzi, “che va contro tutti i principi” visto che esiste anche un'alternativa che è quella di ricostruire sull'ospedale esistente. “C'è un progetto già approvato, sarà complesso come intervento ma è garantirebbe il risparmio del suolo”.
Lo scario sottolinea anche una “carenza di istruttoria”. “Non si può valutare tra due progetti – spiega - senza considerare le conseguenze dell'uno e dell'altro. Ci sono tante domande a cui bisognerebbe rispondere. Cosa succederà a Cavalese e a tutta l'area nata attorno all'attuale ospedale? Cosa accadrà nel fondovalle già povero di spazi aperti? E quale sarà il destino dell'ospedale esistente? Avremo nell'esimo vuoto? Cosa accadrà al traffico?”














