Rivolta in carcere a Trento, in 34 davanti al giudice: furono 200 i detenuti coinvolti
La rivolta è scoppiata la mattina del 22 dicembre 2018a seguito dell’ennesimo suicidio in carcere e come modo, seppur estremo, per denunciare i diversi problemi esistenti nella struttura

TRENTO. Una rivolta che aveva portato a momenti davvero di tensione con l'incendio di materassi, mobili e superlettili. Stiamo parlando di quello che è successo il 22 dicembre di cinque anni fa al carcere di Spini di Gardolo.
Sono stati circa 200 i detenuti coinvolti rispetto i 334 presenti e una decina di forze dell'ordine rimaste ferite.
Negli scorsi giorni è iniziato il processo che vede 81 imputati le cui posizioni si stanno nel corso del tempo chiarendo.
Sono 34 quelli che andranno, per il momento a dibattimento e 14 si presenteranno davanti al giudice in ottobre per il rito abbreviato.
LA RIVOLTA
La rivolta è scoppiata la mattina del 22 dicembre 2018. Sono state ore talmente tese che un elicottero della polizia era stato fatto alzare in volo per tenere monitorata la zona. La drammatica protesta era scoppiata, venne spiegato in seguito, come reazione a seguito dell’ennesimo suicidio in carcere e come modo, seppur estremo, per denunciare i diversi problemi esistenti nella struttura, ed in particolare l’insufficienza dell’assistenza sanitaria e psichiatrica ed i tempi delle decisioni sui permessi e sulle istanza da parte del tribunale di sorveglianza.
In quella occasione non ci furono, fortunatamente, feriti gravi ma alcuni agenti rimasero intossicati dai fumi dell’incendio. I danni provocati dai detenuti nel corso della rivolta furono però ingenti ed una parte delle celle fu resa inservibile a seguito anche dell’incendio di materassi, mobili e suppellettili.
Gli imputati, se le gravi accuse saranno confermate, rischiano di vedersi aumentare in modo concreto l'entità della pena da scontare, anche se il processo forse permetterà meglio individuare chi in concreto, nel ricco elenco degli imputati, abbia personalmente posto in essere le condotte incendiarie e di danneggiamento, e chi invece si sia limitato ad una protesta meno attiva. Tutte le azioni sono state videoregistrate e pertanto sarà possibile, per l’accusa e la difesa, argomentare in ordine alle responsabilità di ciascuno degli imputati.


















