Contenuto sponsorizzato
| 09 lug 2023 | 16:51

Rivolta in carcere a Trento, in 34 davanti al giudice: furono 200 i detenuti coinvolti

La rivolta è scoppiata la mattina del 22 dicembre 2018a seguito dell’ennesimo suicidio in carcere e come modo, seppur estremo, per denunciare i diversi problemi esistenti nella struttura

Rivolta in carcere a Trento, in 34 davanti al giudice: furono 200 i detenuti coinvolti
di Redazione

TRENTO. Una rivolta che aveva portato a momenti davvero di tensione con l'incendio di materassi, mobili e superlettili. Stiamo parlando di quello che è successo il 22 dicembre di cinque anni fa al carcere di Spini di Gardolo.

 

Sono stati circa 200 i detenuti coinvolti rispetto i 334 presenti e una decina di forze dell'ordine rimaste ferite.

 

Negli scorsi giorni è iniziato il processo che vede 81 imputati le cui posizioni si stanno nel corso del tempo chiarendo.

 

Sono 34 quelli che andranno, per il momento a dibattimento e 14 si presenteranno davanti al giudice in ottobre per il rito abbreviato.

 

LA RIVOLTA

La rivolta è scoppiata la mattina del 22 dicembre 2018. Sono state ore talmente tese che un elicottero della polizia era stato fatto alzare in volo per tenere monitorata la zona. La drammatica protesta era scoppiata, venne spiegato in seguito, come reazione a seguito dell’ennesimo suicidio in carcere e come modo, seppur estremo, per denunciare i diversi problemi esistenti nella struttura, ed in particolare l’insufficienza dell’assistenza sanitaria e psichiatrica ed i tempi delle decisioni sui permessi e sulle istanza da parte del tribunale di sorveglianza.

In quella occasione non ci furono, fortunatamente, feriti gravi ma alcuni agenti rimasero intossicati dai fumi dell’incendio. I danni provocati dai detenuti nel corso della rivolta furono però ingenti ed una parte delle celle fu resa inservibile a seguito anche dell’incendio di materassi, mobili e suppellettili. 

 

Gli imputati, se le gravi accuse saranno confermate, rischiano di vedersi aumentare in modo concreto l'entità della pena da scontare, anche se il processo forse permetterà meglio individuare chi in concreto, nel ricco elenco degli imputati, abbia personalmente posto in essere le condotte incendiarie e di danneggiamento, e chi invece si sia limitato ad una protesta meno attiva. Tutte le azioni sono state videoregistrate e pertanto sarà possibile, per l’accusa e la difesa, argomentare in ordine alle responsabilità di ciascuno degli imputati.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 settembre | 20:21
Parole e "musica" sono di Matteo Salvini, il leader della Lega a Pontida si è scagliato contro il giornalista de La Repubblica Paolo [...]
Cronaca
| 21 settembre | 19:18
Chiara Giovannini da pochi giorno ha rilevato il panificio "Brugnara" di via Soprassasso a Gardolo e racconta la sua scelta a il Dolomiti: "Da [...]
Cronaca
| 21 settembre | 17:35
Una notizia attesa 26 anni da quando è stato recluso per omicidio nel carcere di Miami
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato