Sara Pedri, la lettera della madre: "Figlia mia, sei stata sottratta all'amore nostro. Ora sei immersa in una luce, vorrei raggiungerti per liberarmi da questo macigno"
Una lettera di una mamma per una figlia che non c'è più, scritta anche con la speranza di aiutare le tante mamme che hanno nel cuore esattamente queste stesse parole. "Immagino - scrive mamma Mirella - accanto a te l’amore intenso e profondo di un giovane e anche di un piccolo figlioletto che avrebbe fatto la tua gioia e anche la mia, di nonna già avanti negli anni"

TRENTO. Parole che vengono dal cuore, parole di cui avere cura. Sono quelle contenute nella lettera che la mamma di Sara Pedri, Mirella Sintoni, ha voluto scrivere in queste ore in occasione del 34esimo compleanno della giovane ginecologa il 23 giugno.
Una lettera di una mamma per una figlia che non c'è più scritta anche con la speranza di aiutare le tante mamme che hanno nel cuore esattamente quelle parole.
Sara è scomparsa il 4 marzo del 2021 da Cles. Il suo corpo, nonostante le ricerche a più riprese nel lago di Santa Giustina, vicino al quale fu ritrovata la sua macchina, non è mai stato trovato.
La lettera sarà pubblicata integralmente domani. Oggi riportiamo alcuni stralci che mostrano in ogni singola parola un amore immenso.
“E' il tuo 34esimo compleanno – scrive la mamma di Sara - ma di questi ultimi anni posso solo immaginare come e dove avresti vissuto, cosa avresti fatto, come saresti cambiata, quali altre mete avresti raggiunto, sempre di corsa”.
Mirella immagina la sua Sara con un compagno e anche di un figlio. “Immagino - scrive - accanto a te l’amore intenso e profondo di un giovane e anche di un piccolo figlioletto che avrebbe fatto la tua gioia e anche la mia, di nonna già avanti negli anni".
Sara anima libera leggera e luminosa, è scritto nella lettera “è la terza ricorrenza del tuo silenzio, quel silenzio che ti ha portato verso la libertà vera volando tra le nuvole immersa in una luce diversa dove tutto è possibile dove anch'io vorrei raggiungerti per liberarmi da questo macigno che grava senza interruzione sulla mia esistenza”.













