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| 05 mag 2023 | 15:59

Siccità, Manica: “Per l'emergenza idrica la Giunta non trova più di 3,4 milioni”. Fugatti replica: “Scelta fatta con l'auspicio che possano arrivare risorse nazionali”

Il presidente della Provincia ha sottolineato, a margine della conferenza post Giunta, come la scelta di stanziare “poche risorse sul tema irriguo” sia stata fatta in via “prudenziale”, sperando nell'arrivo di risorse nazionali dal piano che il governo vuole mettere in campo con la nomina a commissario di Nicola dell'Acqua

Siccità, Manica: “Per l'emergenza idrica la Giunta non trova più di 3,4 milioni”

TRENTO. “Nella manovra di bilancio abbiamo messo poche risorse sul tema irriguo, è vero: ma l'auspicio è che possano arrivare dei fondi nazionali grazie al piano che il governo vuole mettere in campo con la nomina a commissario di Nicola dell'Acqua. Se questi fondi non dovessero arrivare, interverremo con ulteriori risorse nostre”. Risponde così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti alle critiche mosse per i pochi fondi messi a disposizione per la gestione dell'emergenza idrica da parte della Giunta, che secondo il consigliere del Partito democratico Alessio Manica non è riuscita a trovare “più di 3,4 milioni di euro”.

 

Le parole di Fugatti arrivano, come anticipato, dopo la nomina da parte dell'esecutivo del commissario straordinario contro la siccità (Nicola dell'Acqua, già direttore di Veneto Agricoltura e coordinatori delle progettualità portate avanti in Veneto contro la scarsità di risorsa idrica) e dopo la recente alluvione che ha interessato l'Emilia Romagna, causando diverse vittime e centinaia di sfollati (Qui Articolo). E proprio tra siccità ed eventi estremi (“due facce della stessa medaglia” hanno spiegato ieri gli esperti, Qui Articolo) sta la necessità di investimenti in opere di difesa idraulica per il territorio, che nell'attuale fase di crisi climatica si fanno più urgenti giorno dopo giorno.

 

“Le falde – scrive Manica – già ora sono molto basse, le riserve idriche ai minimi storici, le precipitazioni sempre più basse e già diversi Comuni sono dovuti intervenire per razionare l'uso di acqua potabile o addirittura portarla nelle case con le autobotti. E i mesi caldi non sono ancora iniziati”. Nei mesi scorsi, continua il consigliere: “Il dirigente del servizio gestione risorse idriche ed energetiche di Aprie affermava che si stima che si perda in Trentino tra il 30 ed il 40% dell'acqua e che una completa manutenzione della rete acquedottistica si stima un investimento di almeno 400 milioni. La rilevanza del problema è testimoniata anche dal fatto che nei mesi scorsi 22 Comuni trentini hanno presentato progetti di interventi sugli acquedotti, nell'ambito del Pnrr, per un totale di circa 150 milioni. Purtroppo però nessuno di quei progetti, pur tutti ammessi, è stato finora finanziato (Qui Articolo)”.

 

Fin qui però “la Giunta non ha fatto nulla” punta il dito Manica: “A fronte di un avanzo di bilancio di oltre 300 milioni di euro le risorse che la Giunta Fugatti intende destinare ad opere di manutenzione della rete degli acquedotti trentini sono 3,4 milioni, pur avendo riconosciuto una necessità di investimenti per almeno 400 milioni. La giustificazione fornita dall'assessore Tonina è che per gli investimenti sugli acquedotti la Giunta punta ai fondi del Pnrr. Ancora una volta la Giunta Fugatti decide insomma di rinunciare ad un esercizio pieno e responsabile della nostra autonomia, in un ambito di competenza primaria, aspettando le risorse dello Stato”. Per il consigliere Dem in definitiva, pur avendo le risorse per farlo la giunta “decide di ignorare l'emergenza idrica e di non investire nella rete acquedottistica del Trentino. Si tratta di una scelta gravissima”.

 

Accuse alle quali Fugatti, come anticipato, risponde parlando di una scelta fatta “prudentemente” proprio in attesa di risorse nazionali: “Non nascondiamo che il piano nazionale che il governo vuole mettere in campo possa vedere risorse assegnate al Trentino – dice il presidente –. Ma non perché il Trentino meriti queste risorse più di altri territori, ma perché molto spesso il Trentino mette a disposizione l'acqua anche per altri territori. Se poi queste risorse, come non credo, non dovessero arrivare, interverremo con fondi nostri”.

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