Stop a telecamere e microfoni nelle piazze di Trento per prevenire reati e pericoli, il sindaco: "Ci atteniamo alle prescrizioni ma il progetto è europeo"
Il Garante è intervenuto per bloccare la sperimentazione. Nella comunicazione sono state indicate alcune violazioni. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Comune e Fbk sono impegnati a produrre le proprie controdeduzioni in un confronto per superare le criticità evidenziate"

TRENTO. Stop, per ora, ai progetti di intelligenza artificiale per la sicurezza urbana. A stabilirlo è il garante della protezione dei dati personali che intervenuto per bloccare la sperimentazione. "Ci atteniamo alle prescrizioni", commenta Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Quando il Comune ha aderito a questo progetto l'ha fatto non certo con la volontà di sorvegliare le vite dei propri cittadini ma con l'obiettivo di usare le potenzialità della tecnologia per favorire la sicurezza in città".
Negli scorsi giorni, la nota è datata 31 ottobre, il Garante della protezione dei dati personali si è espresso sui progetti Marvel e Protector di cui il Comune di Trento è partner assieme alla Fondazione Bruno Kessler. La sperimentazione, finita al centro di una polemica con l'associazione "Uniamoci Trentino Aps" (che negli ultimi anni ha portato per le strade di Trento prima la protesta contro il Green pass e poi contro il sostegno militare all'Ucraina), punta a migliorare la sicurezza in città, attraverso la raccolta di video e audio (totalmente anonimizzati) nelle piazze per prevenire reati e pericoli.
"A questo serve la ricerca, a questo servono le sperimentazioni", aggiunge Ianeselli. "Ci viene chiesto ogni giorno perché gli impianti di videosorveglianza servano solo ex post, quando un reato o un incidente sono già avvenuti. Il tentativo è di sfruttarli per fornire alle forze dell'ordine degli avvisi in tempo reale. Sicurezza e privacy in questo campo devono necessariamente andare assieme e penso che avere un partner tecnologico come Fbk sia garanzia di riuscire a farlo".
I progetti di intelligenza artificiale per la sicurezza urbana, ricorda palazzo Thun, sono finanziati dall'Unione europea e coinvolgono numerose realtà pubbliche e private di diversi Paesi europei. La sperimentazione si avvale della partnership con la Fondazione Bruno Kessler.
"In particolare Trento è tra le città pilota in cui si sperimenta la piattaforma tecnologica distribuita che raccoglie - attraverso le telecamere del sistema di video-sorveglianza e microfoni - materiale audio e video per elaborare modelli matematici in grado di riconoscere una situazione potenzialmente pericolosa, come urla, scoppi o colpi. Per allenare gli algoritmi a distinguere le situazioni di pericolo come un’aggressione o una rissa dai normali rumori di fondo della città, vengono utilizzate registrazioni che sono alterate in modo da rendere non riconoscibili i volti e le voci delle persone".
Nella sua comunicazione il Garante indica però delle violazioni: in particolare viene contestata la possibilità per il Comune di essere impegnato in attività di ricerca sulla materia e viene giudicata insufficiente la tecnica utilizzata per rendere anonime le persone.
"Nel ricordare che questi progetti di ricerca hanno ricevuto il proprio vaglio a livello europeo, il Comune di Trento, in accordo con Fbk, ha ritenuto di adempiere alle richieste del Garante. Al tempo stesso Comune e Fbk sono impegnati a produrre le proprie controdeduzioni in un confronto, a cui la stessa Autorità si è resa disponibile, per superare le criticità evidenziate", si conclude la note di Palazzo Thun.












