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| 12 ott 2023 | 16:50

Troppi orsi morti misteriosamente in Trentino, il Wwf: ''Strage che riguarda già circa il 7% degli esemplari. Troppe carenze dalla Pat. A rischio il futuro della specie''

Il ritrovamento di altre due carcasse avvenuto ieri porta il numero di esemplari morti a 7 ma a questi si devono aggiungere Jj4 imprigionata e un cucciolo che poteva essere rimesso in libertà che si è preferito condannare alla cattività per tutta la vita. Il Wwf nazionale lancia l'ennesimo allarme: ''Quello che emerge chiaramente è che la gestione di questa specie da parte della Provincia Autonoma di Trento sta mostrando grosse carenze mettendo seriamente a rischio il futuro di questa specie sull’arco alpino e lasciando la porta aperta ad ogni tipo di congettura mentre questi animali sono patrimonio di tutti i cittadini''

Troppi orsi morti misteriosamente in Trentino, il Wwf: Strage che riguarda già circa il 7% degli esemplari

TRENTO. ''Dalla fine di aprile 2023 ad oggi, in meno di 6 mesi, in Provincia di Trento sono stati rinvenuti 7 orsi morti, più di uno al mese. Una vera e propria strage che in pratica ha colpito circa il 7% dell’intera popolazione di orsi bruni in Trentino, attualmente stimata intorno ai 100 individui. Ed è molto probabile che il numero sia sottostimato perché non sempre gli animali morti (per cause naturali o per atti di bracconaggio) vengono ritrovati''. Comincia così la riflessione del Wwf rispetto alla pessima notizia che sono stati rinvenuti ieri altri due orsi morti in Val di Non. Una strage silenziosa, se si pensa che l'anno scorso le carcasse trovate furono 2 e il ''record'' negativo lo si raggiunse nel 2021 quando ne furono trovate 5. Oggi siamo già a 7 e la comunicazione della Provincia al riguardo è sempre più sterile, approssimativa e carente.

 

Delle due carcasse trovate ieri non si sa nulla (addirittura in un primo momento era anche stato sbagliato il luogo di ritrovamento di uno dei due esemplari). ''In molti casi - prosegue il Wwf - come per F36 e gli ultimi due orsi rivenuti morti ieri in Val di Non, si è ancora in attesa di conoscere i risultati delle indagini necroscopiche che si svolgeranno nei prossimi giorni. Ma quello che emerge chiaramente è che la gestione di questa specie da parte della Provincia Autonoma di Trento (PAT) sta mostrando grosse carenze mettendo seriamente a rischio il futuro di questa specie sull’arco alpino e lasciando la porta aperta ad ogni tipo di congettura circa le reali intenzioni dell’Amministrazioni rispetto la convivenza con questo animale simbolico e carismatico, patrimonio di tutti i cittadini''.

 

E allora sembrano davvero fuori luogo le richieste di una certa politica ad avere maggiore autonomia nella gestione del fenomeno quando è evidente che oggi (con un'autonomia quasi totale) si è fatto tanto poco e tanto male. ''Da un lato, dopo le continue campagne di allarmismo sui grandi carnivori diffuse dalla Pat in particolare negli ultimi mesi, si registra un tasso di mortalità di orsi troppo elevato per essere ricondotto totalmente a dinamiche naturali - prosegue il Wwf - dall’altro il presidente Fugatti si è contraddistinto per la compulsiva emanazione di ordinanze finalizzate alla cattura e all’abbattimento di orsi (ma anche di lupi) che, grazie ai ricorsi del Wwf Italia e di altre associazioni ambientaliste, sono state sempre bocciate dalla giustizia amministrativa o in sede di Tar o in sede di Consiglio di Stato''. 

 

La tematica della coesistenza tra uomo e orso, come più volte il Wwf ha sottolineato, va affrontata in maniera diversa, seguendo le indicazioni che il mondo scientifico ha dato e continua a dare. ''La gestione dell’orso e della convivenza con l’uomo non può essere portata avanti sull’onda emotiva e politica, ma occorre un approccio razionale e scientifico - prosegue l'associazione ambientalista - che garantisca innanzitutto la diffusione di corrette conoscenze su questa specie e delle buone pratiche di comportamento da tenere in un’area di presenza di grandi carnivori. Nel mese di aprile, sull’onda emotiva della morte di Andrea Papi, il Ministero dell’Ambiente convocò una serie di audizioni a cui parteciparono anche le associazioni ambientaliste. Sembrò che finalmente il Ministero volesse assumere un ruolo proattivo nella gestione degli orsi in Trentino. Da allora però si è persa completamente traccia di quella iniziativa e non si è conoscenza di cosa sia stato effettivamente fatto''.

 

E se la Provincia di Trento con la gestione Fugatti si è dimostrata totalmente inadeguata ad affrontare anche questa tematica rischiando seriamente di vedersi tolta l'autonomia sull'argomento (come si dice sempre autonomia è prima di tutto responsabilità e capace di essere più innovativi e capaci di quanto potrebbe essere lo Stato centrale. Se si finisce per fare il peggio possibile questa autonomia che senso ha?) il Wwf presenta alcuni punti sui quali bisognerebbe investire: potenziamento delle attività di informazione, sensibilizzazione e comunicazione nelle aree di presenza dell’orso; applicazione di un efficace sistema sanzionatorio per chi non rispetta le regole di comportamento essenziali per non arrecare disturbo alla specie ed evitare l’insorgenza di comportamenti problematici; attuazione di azioni di prevenzione dei comportamenti di confidenza negli orsi, al fine di ridurre le possibilità di interazioni aggressive orso-uomo; revisione delle linee guida del PACOBACE per la gestione di orsi confidenti, problematici e/o dannosi; miglioramento della connettività ecologica attraverso l’avvio di un tavolo di lavoro per l’individuazione di corridoi ecologici per facilitare la dispersione degli orsi tra l’attuale areale della Provincia di Trento all’areale potenziale lungo l’arco alpino.

 

''Cosa è stato fatto in questi mesi? Poco o nulla - conclude il Wwf -. Oltre a questo, è evidente che parte del mondo politico e di quello agricolo sta portando avanti una vera e propria campagna di “terrorismo psicologico” sulla presenza dei grandi carnivori che sta diffondendo allarmismi e provocando un aumento degli atti di bracconaggio, complici anche le continue proposte di modifiche (ovviamente in negativo) della legislazione italiana e regionale sulla tutela della fauna. Il clima di impunità legata alla “copertura politica” che alcune forze politiche stanno garantendo a cacciatori/bracconieri, la mancanza di azioni di contrasto e l’incertezza normativa stanno determinando una situazione del tutto fuori controllo della quale il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin dovrebbe preoccuparsi, sempre che sia ancora interessato a far svolgere al dicastero che presiede un ruolo nella gestione e conservazione del patrimonio faunistico italiano''.

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