Orsi morti in Trentino, il duro attacco delle associazioni: "Una strage nel totale silenzio delle Istituzioni locali e nazionali, una vergogna per il Trentino e per l’Italia"
Il documento sottoscritto da Io Non Ho Paura del Lupo, Enpa del Trentino, Lac Trentino Alto Adige/Südtirol, Lav del Trentino, Circolo di Trento di Legambiente, Lipu/BirdLife Trento WWF Trentino: "Questa vicenda è molto più grave dell’uccisione dell’orsa Amarena avvenuta qualche settimana fa in Abruzzo che tanto ha toccato l’opinione pubblica”

TRENTO. Le cause non sono ancora state ufficialmente comunicate, ma è altamente ipotizzabile che la morte di diversi orsi in Trentino sia riconducibile all’uccisione indiscriminata per mano dell’uomo. Tutto questo oggi accade nel totale silenzio delle istituzioni, degli organi tecnici e scientifici, delle più grandi Associazioni che si interessano alla montagna e con un 'placido benestare' volutamente alimentato da vari gruppi di interesse che continuano a instillare negli abitanti del Trentino paure insensate e fuori da ogni logica rispetto alla presenza dei grandi carnivori”. E' un duro atto di accusa quello che è arrivato nelle scorse ore da un gruppo di associazioni: Io Non Ho Paura del Lupo, Enpa del Trentino, Lac Trentino Alto Adige/Südtirol, Lav del Trentino, Circolo di Trento di Legambiente, Lipu/BirdLife Trento WWF Trentino.
Nella Provincia di Trento negli ultimi 13 giorni sono stati rinvenuti 3 orsi morti. “Mai si era contato un tale numero di decessi che mettono in serio rischio la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi” spiega in un documento le associazioni. In questo contesto chi dovrebbe decidere, amministrare e comunicare resta in silenzio raccogliendo i frutti dell'odio seminato, ovvero lo sterminio dell’orso sulle Alpi, annullando così decenni di sforzi utili alla sua conservazione.
“La paura – spiegano le associazioni - rimane ancora oggi l’unico elemento che viene impropriamente associato a questi temi e che continua a intontire gli abitanti del Trentino, inclusi gli allevatori e gli altri fruitori della montagna, presi per il naso non solo dalla mancanza di azioni concrete, ma dall'illusione che altisonanti promesse - di 70 orsi rimossi, di direttive habitat modificate, di azioni respinte in sede giuridica l'una dopo l'altra - possano risolvere un problema strutturale che necessita solo di dialogo, di adeguate scelte tecniche e di qualche compromesso da tutte le parti in causa. Questa vicenda è molto più grave dell’uccisione dell’orsa Amarena avvenuta qualche settimana fa in Abruzzo che tanto ha toccato l’opinione pubblica”.
In questo contesto le Associazioni firmatarie di questo comunicato, in merito alla morte degli orsi, si chiedono: sono state intraprese serie azioni di indagine e di controllo in Val di Non e in Val Bondone da parte del Corpo Forestale Trentino rispetto a questi crimini? Sono state coinvolte le professionalità adeguate per delle indagini approfondite? Il Corpo Forestale Trentino, da solo, è in grado anche di occuparsi di queste indagini nonostante la mancanza di organico che da tempo lo affligge? Occorre oggi ribadire ancora una volta: orsi e lupi sono qua per restare e la loro presenza va comunicata e gestita, non taciuta. Le opere di prevenzione consentono una riduzione del danno assolutamente sostenibile: il loro utilizzo in Trentino è capillare, gratuito, supportato da una delle migliori squadre di tecnici e forestali di tutta Europa, se non del mondo. Questo comporterà la modifica di qualche piccola abitudine? Bene, la frequentazione della montagna concepita come esclusivo spazio umano è oggi impossibile, ma non perché la nostra sicurezza sia minacciata da orsi o lupi, ma perché viviamo in tempi in cui il nostro modo di vivere è messo a rischio proprio da un rapporto tossico con l’ambiente che ci circonda. Orsi e lupi sono una occasione per riequilibrare questo rapporto. In altri Stati lo si è fatto. Perché in Trentino sembra così impossibile? Vogliamo davvero continuare a proiettare all'esterno l'immagine di un territorio arrogante e menefreghista? Davvero i trentini sono meno capaci di tutti quegli italiani che nelle loro Regioni convivono con orsi e lupi da decenni e decenni senza battere i piedi e senza eccessive preoccupazioni?
QUI IL DOCUMENTO
Concludendo, spiegano le associazioni “quello che sta accadendo in Trentino è una vergogna sia per la Provincia stessa, sia per l’Italia tutta, uno scrigno di biodiversità unico al mondo messo a rischio da pericolosi criminali, ignoranti giustizieri fai da te da condannare severamente. Per questo ci appelliamo al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e al Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, Comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri Forestali affinché da Roma intervengano per attenzionare questa situazione al quale le istituzioni locali sembrano incapaci di porre un freno”.













