Un giovane trentino fra gli angeli con gli stivali ad aiutare l'Emilia Romagna, la storia del 21enne Luca Bordoni: “Non potevo stare a casa senza fare nulla”
Cappellino del Trento Baseball e badile in mano. Residente a Gardolo studia ingegneria biomedica a Cesena, Luca Bordoni fin dal primo momento ha deciso di scendere in strada per aiutare la popolazione colpita dal maltempo. E' uno dei giovani angeli con gli stivali che in questi giorni è a fianco di chi sta affrontando questa tremenda emergenza

TRENTO. “Le lezioni all'università sono state sospese ed io non potevo stare a casa senza fare nulla. Mi sono organizzato con gli altri e sono sceso in strada ad aiutare chi era in difficoltà”. Cappellino del Trento Baseball in testa, badile in mano e gruppo di whatsApp per riuscire a coordinarsi con gli altri ragazzi. Si chiama Luca Bordoni, residente a Gardolo, ha 21 anni, studia ingegneria biomedica a Cesena ed è uno dei giovani angeli con gli stivali che in questi giorni stanno aiutando la popolazione colpita dal maltempo.
Non ci ha pensato un minuto. E' sceso in strada, a pochi chilometri dall'appartamento dove è in affitto, per iniziare a scavare nel fango e liberare strade e case dalla melma. A darsi da fare assieme a lui tanti altri giovani che si sono organizzati sulle chat e tra gruppi di amici. Nessuno è rimasto con le mani in tasca.

Luca lo contattiamo al telefono e inizia a raccontarci l'impegno che lui assieme a tanti altri coetanei hanno messo dall'inizio dell'emergenza. “Il primo giorno – ci racconta – mi sono diretto nella zona di Ponte Vecchio e poi mi sono spostato in quella di Ponte Nuovo. Camminavo per le vie e cercavo di aiutare chi ne aveva bisogno. Ho iniziato spalando il fango dalle strade e poi ho cercato di aiutare chi aveva la casa o la cantina piena d'acqua. C'erano poche pompe”.
I gruppi su WhatsApp sono stati fondamentali. Le richieste di aiuto venivano postate e gli angeli con gli stivali sapevano dove dirigersi per dare una mano. All'interno dei gruppi c'era chi aveva necessità di sgomberare cantine, svuotare case allegate ma anche aiutare anziani, portare cibo, spalare fango, e tanto altro.
“In questi gruppi – ci racconta Luca Bordoni – ci dicevano dove poteva servire un nostro aiuto. Quando arrivavamo sul posto se eravamo in tanti iniziavamo a percorrere le vie secondarie, passando di casa in casa per chiedere se qualcuno avesse bisogno di una mano. Ci siamo trovati davanti persone che hanno perso tutto e che dalla mattina alla sera scavavano per liberare la loro casa dal fango. Due braccia in più non facevano di certo male”.
Un lavoro senza sosta con la voglia di rendersi utili, l'abbraccio di una popolazione che non è mancato a questi ragazzi scesi nel fango. “Ci hanno ringraziato più volte – ci dice Luca – ma non potevamo non farlo. Adesso le strade sono pulite ma c'è ancora tanto da fare”. E l'impegno continua nonostante le lezioni universitarie siano riprese. “A Cesena – spiega il giovane trentino – in alcune zone la situazione rimane molto difficile ma la popolazione ha un solo obiettivo: quello di rialzarsi”.
E lo dimostrano le parole di un cittadino che Luca ha aiutato nelle scorse ore. “Abbiamo sgomberato una cantina di un edicolante che usava come magazzino per mettere dei libri. Era materiale che doveva vendere nella sua edicola-libreria ma ovviamente con l'acqua tutto è andato perso. Nonostante fosse il suo lavoro, quando siamo andati ad aiutarlo ci ha detto: 'I libri sono ormai in condizioni irrecuperabili. E' successo, ora voltiamo pagina il prima possibile e cerchiamo di rialzarsi tutti assieme'”. La voglia di ripartire e di rialzarsi dalla melma.













