Un torneo a Drena per ricordare Mauro e Tomaso: “Li abbiamo persi in momenti e per cause diverse, ma ad accomunarli era la stessa passione per il calcio”
L'evento questa domenica (2 luglio) al campo sportivo di Drena per mantenere vivo il ricordo di Mauro e Tomaso Michelotti (nonostante avessero lo stesso cognome i due non erano parenti): a loro verrà dedicata una targa e una scultura

DRENA. Mauro, morto a 31 anni nel 2015 dopo un tragico incidente in moto, e Tomaso, scomparso nel febbraio 2020, a 32 anni, dopo una lunga lotta contro un male incurabile: questa domenica a Drena la comunità si fermerà per ricordare due dei suoi giovani scomparsi troppo presto, ai quali verrà dedicata una targa ed un scultura.
Il toccante momento si terrà al campo sportivo di Drena, in occasione del torneo dei Rioni: “Mauro e Tomaso – scrivono gli organizzatori – si divertivano tra le fila dei pulcini dell'allora polisportiva Castel Drena ed hanno terminato di giocare la loro partita terrena diversi anni fa, in momenti distinti e per cause diverse. Ma ad accomunarli era proprio la stessa passione per il calcio”.
La sindaca di Drena, Giovanna Chiarani, con tutta la Giunta ha voluto portare avanti il ricordo delle due giovani vite scomparse, dedicando loro come detto una targa e una scultura che li ritrae, che verranno posizionate al campo sportivo: “Lo spirito che viene sottolineato – continuano i promotori dell'iniziativa – è quello dell'importanza dell'impegno della comunità nel prendersi cura dei luoghi comuni e con il Torneo dei Rioni l'idea di far rivivere il Centro sportivo va nella stessa direzione”.
Con il medesimo scopo, concludono: “L'anno scorso era stata decorata una parte del campo con un murales che riportava le iniziali di Mauro e Tomaso (legati anche dallo stesso cognome, Michelotti, anche se i due non erano parenti ndr). All'ambizioso progetto aveva collaborato una decina di ragazze e ragazzi del territorio. L'augurio è che la sana passione per lo sport e l'amicizia che legava Mauro e Tomaso possa trasmettere alle nuove generazioni gli stessi buoni valori dentro e fuori dal campo”.


















