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Trento
12 aprile | 06:01

Blitz delle forze dell'ordine per sgomberare i senzatetto, Ianeselli: "Sbagliato accentrare la gestione dei migranti sulla città, errore della Provincia rinunciare all'ospitalità diffusa"

Nelle scorse ore il blitz delle forze dell'ordine, quindici persone portate in questura e per un senza fissa dimora, con numerosi precedenti, attivato l'iter per il trasferimento al Cpr. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Un’operazione necessaria legata a indagini su episodi di illegalità avvenuti nelle scorse settimane"

Blitz delle forze dell'ordine per sgomberare i senzatetto, Ianeselli

TRENTO. Richiedenti protezione internazionale ma anche irregolari, con precedenti di polizia e già noti alle forze dell'ordine. Diverse le situazioni che hanno affrontato gli agenti che nelle scorse ore hanno completato un'attività di sgombero nel quartiere delle Albere nella zona del parco Michelin.

 

All'alba di giovedì 11 aprile sono entrati in azione una trentina di operatori tra agenti della polizia di Stato e della polizia locale, personale del reparto mobile di Padova, scientifica e un'unità cinofila. Presenti per illuminare l'area anche i vigili del fuoco permanenti. Un blitz durato diverse ore e concluso nella mattinata con una quindicina di persone portate all'Ufficio immigrazione della Questura per le identificazioni e per le verifiche dei documenti (Qui articolo).

 

"Un’operazione necessaria", commenta a Il Dolomiti il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, “legata a indagini su episodi di illegalità avvenuti nelle scorse settimane" e in particolare alle risse e alle aggressioni avvenute nella zona di piazza della Portela, anche di giorno e in pieno centro del capoluogo.

 

La Questura ha effettuato gli approfondimenti del caso e sono stati identificate diverse persone, tutte straniere, con precedenti. La posizione più grave riguarda un cittadino sul quale pendono svariati reati e, spiegano a Il Dolomiti, gli uffici di viale Verona, per il quale sono state attivate le procedure per il trasferimento al Cpr. Nell'operazione non sarebbero state trovate sostanze stupefacenti mentre baracche e materiali sono stati rimossi e smaltiti.

 

Se da un lato è giusto l'intervento delle forze dell'ordine per chi ha commesso dei reati, dall'altro sotto quel ponte è passata un’umanità composta da richiedenti protezione internazionale, lavoratori e regolari costretti ai margini della società e senza alcun legame con la criminalità. La presenza di migranti e senza fissa dimora nell'area è nota alle amministrazioni comunale e provinciale (Qui articolo). Lì in zona hanno trovato, infatti, riparo diverse persone nei mesi e negli anni (Qui articolo).

 

“Sono queste situazioni conosciute e seguite dall'Unità di strada del Comune", aggiunge Ianeselli. "E questo sgombero, oltre che per individuare chi ha commesso eventuali reati, è stato portato avanti anche per un motivo di sicurezza di chi si riparava in quegli spazi a rischio con l'aumento del livello dell'Adige".

 

Molti di quelli che hanno trovato un riparo sotto il ponte sono richiedenti protezione internazionale. Persone che si trovano in un limbo in attesa di sapere cosa ne sarà della propria vita e che non ha un luogo dove dormire. Il tutto ulteriormente appesantito dalla decisione presa dal governatore Maurizio Fugatti, di concentrare tutti i migranti sulla città di Trento, mettendo sotto pressione le strutture di accoglienza e altri settori della città, compresa la sicurezza.   

 

“Noi abbiamo, oltre a quelli inseriti nelle strutture, tanti che gravitano sulla città arrangiandosi come possono in attesa di sapere quale sarà il loro futuro. Al nostro appello di non concentrare tutto su Trento e puntare sull'accoglienza diffusa, la risposta della Provincia è stata chiara, piazza Dante ha teorizzato che i migranti devono essere concentrati nelle città e questo non va per nulla bene". 

 

La decisione presa da Fugatti, sottolinea ancora il sindaco di Trento "è sbagliata. E' un errore che viene perpetrato da ormai diversi anni. Il tutto con il rischio di far finire queste persone in giri sbagliati e diventare manovalanza per la criminalità. Quello che serve è una gestione dei richiedenti diversa: non ammassati tutti nel capoluogo ma attraverso la possibilità di trovare delle strutture. Questo sarebbe un beneficio per tutti".

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